«Servizi ai disabili, la delibera va annullata»
Il Pd ritiene insufficiente «il contentino» dell’innalzamento del reddito concesso da Brucchi
TERAMO. «Non basta un contentino, la compartecipazione economica per l'assistenza domiciliare ai disabili va immediatamente bloccata». L'opposizione non si lascia convincere dalle parole accomodanti del sindaco Maurizio Brucchi che, nell'incontro di martedì con le famiglie e le associazioni schierate contro il nuovo sistema di pagamento di servizi fino a poco tempo fa gratuiti, ha indicato un rapido percorso di revisione del provvedimento. «Fermiamo subito questa scelta scellerata», afferma Gianguido D'Alberto capogruppo del Pd in Comune, «che sta creando enormi disagi a persone già in difficoltà». La delibera con cui la giunta ha introdotto il metodo di pagamento basato sul reddito Isee va azzerata. «Non è sufficiente modificarla", spiega il consigliere democratico», ma bisogna riscrivere il regolamento sui servizi sociali approvati nel 2004 e riportarlo in consiglio».
D'Alberto fa notare che la compartecipazione è stata adottata senza alcun confronto con le famiglie, le associazioni e gli operatori. «Sospendiamo il provvedimento fino al 2016», propone, «e da qui a fine anno si rivedano i criteri della compartecipazione». La soluzione prospettata da Brucchi per l'innalzamento da 14mila a 21mila euro della soglia massima di reddito Isee, oltre la quale la copertura dei costi dell'assistenza è a totale carico delle famiglie per circa 15 euro l'ora, per il capogruppo del Pd non è una risposta adeguata. «Si tratta di un limite ancora irrisorio per famiglie non abbienti», spiega, «e tra l'altro non risolve il problema dell'esenzione fino a 5mila euro, che resta un livello troppo basso». E assicura che non c'è alcun intento di strumentalizzazione politica. «C'interessa il risultato sociale», chiarisce, «la sospensione del provvedimento sarebbe un segno di maturità che accoglieremmo con favore».
Secondo Fabio Berardini, capogruppo del Movimento 5 stelle, Brucchi e l'assessore al sociale Valeria Misticoni «non vogliono ammettere di aver compiuto un errore madornale». Il consigliere grillino cita numeri che comproverebbero gli effetti disastrosi della compartecipazione. «A gennaio 2015 le ore erogate dal Comune di erano circa 570 settimanali e con i nuovi criteri introdotti dalla giunta siamo passati a 180 ore circa alla settimana», osserva, «in pratica, anziché migliorare il servizio ed aumentare le ore disponibili, Brucchi e la sua maggioranza hanno utilizzato la delibera per tagliare in maniera orizzontale, creando indignazione e rabbia». I grillini, dunque, insistono per la revoca immediata della delibera che introduce il pagamento dell'assistenza. «Non si può, di certo, giustificare tale decisione, come affermato dallo stesso sindaco», fa sapere il consigliere regionale Riccardo Mercante, «con l’impossibilità di far fronte, con le risorse di bilancio, all’incremento delle esigenze delle famiglie dei portatori di handicap: il primo dovere di una amministrazione, comunale, regionale o nazionale che sia, è dare una risposta ed un sostegno concreto proprio a quei cittadini che ne hanno più bisogno, riducendo od eliminando, piuttosto, il superfluo». (g.d.m.)
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