Servizi sociali, il Comune rischia un milione di buco

Se la Regione introdurrà la compartecipazione economica delle famiglie l’amministrazione civica dovrà accollarsi la spesa per i ticket socio-sanitari
TERAMO. Il futuro dei servizi sociali alza la tensione dei rapporti tra Comune e Regione. Da quest’ultima, infatti, non sono ancora arrivate indicazioni precise sull’assetto previsto per l’anno prossimo e in particolare sull’introduzione della compartecipazione economica da parte delle famiglie per alcune prestazioni socio-sanitarie di livello regionale. Il Comune, in pratica, dovrebbe pagare le quote che gli utenti non riuscirebbero a coprire da soli e già questo nei giorni scorsi ha fatto scattare l’allarme da parte de sindaco Maurizio Brucchi.
L’amministrazione cittadina, infatti, per i cosiddetti ticket socio-sanitari potrebbe trovarsi costretta a sborsare un milione di euro l’anno, il che renderebbe ancor più problematica la quadratura dei conti. La mancanza di elementi certi, dunque, contribuisce ad aumentare i timori del Comune. «Dal 1° gennaio non sappiamo cosa fare», spiega l’assessore ai servizi sociali Valeria Misticoni, «mancano del tutto le linee guida per fissare i criteri di erogazione dei contributi». L’ente non ha neppure un quadro preciso dei beneficiari delle prestazioni per le quali scatterà la compartecipazione anche perché spesso si tratta di utenti ammessi ai servizi dalla Asl, come ad esempio nel caso di ricoveri nelle case di riposo. In assenza di indicazioni e obiettivi precisi, la Regione si è dunque limitata a invitare i Comuni a prorogare i piani di zona attivati nel 2015.
A quanto pare ci sono anche difficoltà di rendicontazione delle spese sostenute nel corso dell’anno che ormai volge al termine, per cui gli enti locali si ritroveranno ad operare in condizioni di ulteriore incertezza e limitatezza delle risorse disponibili.
«Restiamo in attesa del varo del piano sociale regionale che è in forte ritardo», insiste Misticoni, «su questo argomento sono state organizzate diverse riunioni in Regione ma si sono risolte tutte in nulla di fatto». Nel frattempo la giunta ha approvato il Plna, piano locale di assistenza a non autosufficienti, che comprende prestazioni come assistenza domiciliare integrata, assegni per i malati di Sla, telesoccorso, teleassistenza e trasporto autistici per il quale c’è stato anche un contributo di 15mila euro stanziato dalla Banca Popolare di Bari.
Si tratta di prestazioni già erogate nel corso dell’anno dal Comune che ha anticipato le spese da farsi rimborsare dalla Regione. Il costo sostenuto dall’ente è stato di poco superiore ai 320mila euro. «È la stessa cifra del 2104», spiega l’assessore,«a dimostrazione del fatto che non c’è stato alcun taglio ai servizi da parte nostra». L'atto approvato ieri dalla giunta dovrà essere inviato alla Regione per ottenere i rimborsi.
Gennaro Della Monica
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