Servono dieci milioni di euro per il Polo alla D’Alessandro

3 Agosto 2017

È la somma necessaria a realizzare la struttura per 950 studenti. Brucchi chiederà i soldi alla Fedeli Ma i tempi non saranno brevi. Oggi primo incontro tecnico per gli edifici da non riaprire a settembre

TERAMO. Ci vorranno quasi dieci milioni di euro per il polo scolastico alla D’Alessandro. È questo il costo stimato dal Comune per la realizzazione completa dell’intervento che potrebbe rappresentare l’alternativa all’utilizzo per attività didattiche dei locali attigui allo stadio di Piano d’Accio. Rispetto a quest’ultima opzione, che prevede la spesa di 2,5 milioni per allestire uno spazio capace di accogliere 700 alunni, l’esborso richiesto dal progetto della D’Alessandro è quattro volte superiore. Il reperimento delle risorse necessarie è l’ostacolo principale che il Comune deve superare per dare concretezza a questa soluzione.
L’aspetto economico dell’operazione sarà uno degli argomenti che lunedì il sindaco Maurizio Brucchi metterà sul tavolo nell’incontro con il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Se, dunque, il primo cittadino dovesse ricevere garanzie di finanziamento, l’intervento alla D’Alessandro inizierebbe a prendere corpo. L’ipotesi progettuale di fatto già esiste: è quella approvata dalla giunta nel 2015 e presentata per il bando del governo “Scuole sicure” senza che però abbia ottenuto risorse finanziarie. L’intervento, così come prospettato nello studio di fattibilità in possesso del Comune, prevede la realizzazione di un polo composto di tre moduli, ognuno dei quali costerebbe poco più di tre milioni di euro, con spazi per 950 studenti. L’area su cui sorgerebbe è già di proprietà comunale e ha destinazione urbanistica per strutture didattiche. Altro elemento a favore è che la zona ha già i sottoservizi, come condotte idriche e fognarie, e le urbanizzazioni necessarie a rendere operativo il polo. Resta, però, il dubbio sui tempi di realizzazione dell’opera. Di sicuro un complesso così imponente, anche se il ministro ne assicurasse il finanziamento, non sarebbe pronto nel giro di un mese. Per cui servirebbe sempre una struttura temporanea dove ospitare gli studenti delle scuole che a settembre non riapriranno, per gli indici di vulnerabilità sismica troppo bassi, o che da lì a breve saranno sottoposte a lavori di adeguamento. «Non escludo nessuna ipotesi», sottolinea Brucchi, «al ministro chiederemo anche la disponibilità dei Musp, i moduli scolastici provvisori, ma di sicuro abbiamo bisogno di soluzioni immediate».
Il sindaco non ha mai nascosto la sua preferenza per la struttura di Piano d’Accio. I locali che si trovano nei pressi della curva Sud dello stadio sono stati già verificati, risultando del massimo grado di resistenza sismica, e potrebbero essere pronti nel giro di poco tempo: se non per inizio settembre, entro un paio di mesi al massimo.
Le resistenze nei confronti di questa ipotesi da parte dell’opposizione, emerse nell’ultima seduta congiunta delle commissioni lavori pubblici e istruzione e incentrate in particolare sulla consistenza della somma da investire nella struttura attigua al “Bonolis”, che tornerà in pieno possesso del Comune solo tra 70 anni circa , attutiscono il convincimento del primo cittadino. «In ogni caso serve una scuola jolly per il trasferimento temporaneo degli studenti», ribadisce Brucchi, «e bisognerà fare una scelta, ma non tra sei mesi». Il tempo stringe e già per questa mattina il sindaco ha convocato dirigenti tecnici degli uffici competenti per iniziare l’esame delle possibili soluzioni.
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