Sesso nel night club la Bussola Tre condanne e due assoluzioni

ALBA ADRIATICA. Cade l’accusa dell’esercizio di casa di prostituzione, resta quella di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: a sette anni dai fatti è una sentenza a fornire una prima...
ALBA ADRIATICA. Cade l’accusa dell’esercizio di casa di prostituzione, resta quella di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: a sette anni dai fatti è una sentenza a fornire una prima verità giudiziaria per un presunto giro di “lucciole” del night-club La Bussola di Alba Adriatica. Ieri pomeriggio il tribunale in composizione collegiale (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano ed Enrico Pompei) ha condannato a due anni e due mesi Fabio Romolo, 38 anni, di Alba e Roberto Foschi, 61 anni, di Alba, mentre Alona Osipova, 34 anni, sempre di Alba è stata condannata ad un anno e sei mesi. Per loro il pm Luca Sciarretta aveva chiesto tre anni e sei mesi. Assolti, così come aveva chiesto il pm, gli altri due imputati Raffaele Di Emidio, 52 anni, di Alba, e Alberto Marzoli, 50 anni, di Montesilvano.
LE ACCUSE. Le indagini sul presunto giro di prostituzione furono portate avanti dagli uomini della squadra mobile dell'Aquila che indagando su altre questioni individuarono quest'altro filone. Successivamente c'è stato uno stralcio delle indagini per quanto riguarda il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione che dall'autorità giudiziaria dell'Aquila per competenza territoriale è stata trasmessa a Teramo. I reati sarebbero stati compiuti da dicembre 2010 a maggio 2011. «In concorso materiale e morale tra loro», si legge nel capo d'imputazione di Sciarretta, «esercitavano una casa di prostituzione, predisponendo una struttura organizzativa di tipo imprenditoriale finalizzata al commercio dell'abituale prostituzione di una pluralità di donne di diversa nazionalità e destinando a tale fine il night club denominato La Bussola sul lungomare di Alba».
LE TARIFFE. Secondo l'accusa nel locale c’ erano appositi tariffari: dai 50 euro per una singola prestazione nel locale a 400 per una prestazione in alberghi o altri luoghi scelti dai clienti. «Con più azioni esecutive», si legge a questo proposito nel capo d'imputazione, «favorivano e sfruttavano stabilmente la prostituzione di una pluralità di donne di diversa nazionalità, reclutate per l'esecuzione di spettacoli nel night club La Bussola ed indotte a prostituirsi all'interno del locale dietro il pagamento di somme di denaro pari ad almeno 50 euro per singola prestazione pagata dai vari clienti direttamente agli indagati, oppure all'esterno del locale mediante prestazioni eseguite dietro il corrispettivo pari a 350/400 euro in alberghi o in altri luoghi scelti dai clienti».
IL PROCESSO.Nel corso delle numerose udienze del processo sono stati sentiti decine di testi, soprattutto clienti del locale, che hanno confermato di aver avuto rapporti con le ragazze che lavoravano nel night-club. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Florindo Tribotti,Tiziano Rossoli, Lucio Lazzaro.©RIPRODUZIONE RISERVATA

