Settimana corta, i genitori fanno ricorso al Tar
Il gruppo dei contrari non ripone molte speranze nel prossimo consiglio d’istituto Martedì il Comune e la ditta degli scuolabus incontreranno l’ufficio scolastico
GIULIANOVA. I genitori contrari alla settimana corta continuano la loro battaglia presentando un esposto alla scuola e un ricorso al Tar per far annullare la decisione del consiglio d’istituto del I circolo didattico, presa lo scorso 1° luglio, sull’istituzione dell’orario ridotto senza che tutti i genitori ne fossero stati prima informati.
Intanto il sindaco Francesco Mastromauro e il vicesindaco Nausicaa Cameli incontreranno martedì prossimo Massimilano Nardocci, dirigente dell’ambito territoriale di Teramo dell’ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo per chiarire la questione. Molti genitori, lo scorso 1° luglio, si erano recati a protestare nel cortile della scuola media Pagliaccetti ma il consiglio ha deliberato in ogni caso per la riduzione dell’orario che include, ovviamente, il sabato libero per studenti e docenti. La preside Carmen Di Odoardo, all’indomani dei diversi incontri con i genitori e col vicesindaco Cameli, assessore all’istruzione, ha convocato un nuovo consiglio d’istituto per questa settimana, senza però aver dato la possibilità, come il 1° luglio, ai genitori di partecipare. Un consiglio d’istituto “a porte chiuse” (la preside ha fatto sapere che chiuderà anche i cancelli della scuola) e con l’ordine del giorno riguardante solo la possibilità del rinvio del sondaggio tra i genitori a settembre, e non l’annullamento della precedente decisione sull’istituzione della settimana corta.
I genitori contrari perciò (tra cui anche molti con figli portatori di handicap, per cui i nuovi orari sarebbero inconciliabili sia con l’assunzione di medicinali che con i propri orari di lavoro) non nutrono fiducia in questo nuovo consiglio, composto dagli stessi insegnanti e genitori che avevano espresso parere favorevole alla settimana corta, e hanno intenzione di procedere, senza ripensamenti, con il ricorso al Tar.
Anche qui, però, i tempi, vista la chiusura dei tribunali a agosto, si allungheranno. Se dunque il pronunciamento del Tar sarà favorevole all’abolizione dell’orario ridotto, questo potrà essere recepito dalla scuola solo a settembre inoltrato, quando cioè i bambini avranno già cominciato le lezioni da un paio di settimane con la settimana corta. I genitori hanno fatto appello anche all’amministrazione (anche questa è venuta a sapere della presa d’atto del provvedimento solo dopo, senza essere stata prima consultata per gli orari dei trasporti). Sindaco e vice hanno richiesto, per l’incontro di martedì, la presenza della preside, oltre che di Sergio Gaspari, rappresentante della ditta di trasporto, e del dirigente Andrea Sisino.
Margherita Totaro
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