Sfrattato con moglie e due figli «E le istituzioni lo ignorano»

10 Marzo 2018

Il sindacato inquilini Sicet Cisl accusa: denunciamo da tempo la situazione di emergenza abitativa ma dal prefetto e dal Comune nessuna risposta. In provincia ci sono mille famiglie a rischio

TERAMO. Doveva essere sfrattato per morosità ieri mattina dall’abitazione – peraltro soggetta a vistose infiltrazioni d’acqua – in cui vive in affitto da anni insieme alla moglie e i due figli minorenni; l’accordo raggiunto sul posto dall’ufficiale giudiziario e dai legali delle parti in causa ha fatto slittare l’esecuzione dello sfratto al prossimo 13 aprile. Ma, a quanto pare, sarà l’ultimo rinvio di cui usufruisce Sokol Tanku, un albanese residente a Teramo da oltre vent’anni, già finito alla ribalta delle cronache per i suoi disperati appelli. L’uomo ha chiesto più volte in Comune un lavoro (lo ha perso da tempo per la crisi dell’edilizia e anche la moglie non lavora più) e/o un alloggio. Il primo il Comune non può darglielo, il secondo in teoria potrebbe – ma, a quanto pare, non ce l’ha. Né per Sokol e la sua famiglia, né per altre centinaia di famiglie in emergenza abitativa.
«Il cas», dice Antonio Di Berardo, sindacalista del Sicet Cisl da anni in prima linea nelle battaglie sulla casa, «è emblematico di una situazione. Le istituzioni, in questa città e in questa provincia, non hanno la forza o la voglia d’intervenire sul problema sfratti». Di Berardo ricorda come, un anno fa, incontrò il vice prefetto Edoardo D’Alascio insieme a una delegazione di sfrattati. «Facemmo presente la grave situazione di emergenza abitativa a Teramo», dice il sindacalista, «chiedendo di poter parlare del problema con il prefetto Graziella Patrizi. L’incontro con il prefetto non c’è mai stato, poi ci venne solo detto: queste sono persone abili al lavoro, dunque non c’è problema». Di Berardo continua: «L’8 gennaio scorso ho chiesto un incontro al commissario prefettizio Luigi Pizzi. Non ho avuto alcuna risposta. Insomma, sembra di avere di fronte un muro».
Secondo i calcoli del Sicet Cisl, sono un migliaio in provincia di Teramo le famiglie in emergenza abitativa. Il numero viene fuori dai circa 300 procedimenti di sfratto registrati a livello ministeriale nel 2015 («e certamente aumentati nei due anni successivi», sostiene Di Berardo) e dalle due graduatorie esistenti nel comune capoluogo, quella della vera e propria emergenza abitativa e il bando generale del 2012, che contano circa 400 famiglie. Considerate le graduatorie simili degli altri comuni, si sfonda quota mille. «Sokol Tanku», dice Di Berardo, «è in entrambe le graduatorie ma le sue possibilità di avere una casa sono minime se non nulle. Da quando il Comune ha bloccato l’assegnazione di alloggi per la questione via Longo, non ha case da dare a chi non ce l’ha. Potrebbe aderire a un bando del governo che ha creato un fondo per morosità incolpevole, finora non lo ha fatto. Faccio appello al prefetto ad intervenire, le autorità non possono essere così sorde».(d.v.)
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