Si finge un agente segreto per far acquistare case a ricchi russi: condannato

Sette mesi all’uomo imputato per truffa dopo la denuncia di alcuni proprietari Lo hanno pagato per trovare acquirenti, ma gli immobili sono rimasti invenduti
TERAMO. La Procura negli atti del fascicolo sostiene che si vantasse di essere stato un agente dei servizi segreti russi con importanti contatti in Ucraina e, in virtù di questi, di poter fare da mediatore per la vendita di immobili a magnati russi pronti ad investire in Italia. Un’accusa che al termine del processo di primo grado ha portato il giudice onorario di tribunale Marco Scimia a condannare ad una pena di sette mesi per truffa il 60enne teramano Maurizio Ercole Ferrari. Una condanna – arrivata a ridosso della prescrizione prevista per il mese di ottobre– che la difesa dell’uomo è pronta ad appellare.
L’uomo (assistito dall’avvocato Monica Passamonti) secondo l’accusa della Procura (titolare del fascicolo il pm Stefano Giovagnoni) avrebbe messo in piedi delle truffe ai danni di alcuni proprietari immobiliari che avrebbero pagato somme da 7 a 12mila euro per coprire i viaggi in Ucraina, i soggiorni in hotel e i costi per la registrazione di presunti contratti preliminari nessuno dei quali sarebbe andato in porto. Perché le parti offese (quattro quelle che si sono costituite parte civile) sostengono che nonostante le promesse, i viaggi in Ucraina e i soldi consegnati nessuna vendita sarebbe mai stata portata a termine. I fatti sarebbero avvenuti a Lviv, città ucraina in cui risultano alcuni familiari dell’uomo. Il pm Giovagnoni nella citazione diretta a giudizio scrive: «Un modus operandi collaudato facendosi consegnare la documentazione relativa agli immobili che i suoi “amici” russi intendevano acquistare, stipulando con le vittime contratti preliminari di compravendita, accompagnandoli in Ucraina per far loro conoscere potenziali acquirenti con l’ausilio di una ragazza (tale Sasha) che faceva da guida ed interprete». L’uomo ha sempre respinto ogni accusa. Gli immobili, alcuni appartamenti e dei capannoni, sarebbero stati venduti per somme che andavano fino a 200mila euro.
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