Si laurea in gastronomia con la tesi sui calcionetti

TERAMO. Calcionetti da 110 e lode. In senso strettamente accademico. Il tipico dolce abruzzese, per la prima volta, finisce al centro di una tesi di laurea che contiene una ricerca storica,...
TERAMO. Calcionetti da 110 e lode. In senso strettamente accademico. Il tipico dolce abruzzese, per la prima volta, finisce al centro di una tesi di laurea che contiene una ricerca storica, gastronomica, folkloristica e socioeconomica redatta da una giovane vibratiana, Alessandra Di Pasquale. La neo dottoressa poche settimane fa si è laureata all'università di Parma in Scienze gastronomiche con una tesi dal titolo “I calcionetti: storia, memoria, tradizioni di un dolce natalizio scrigno ed essenza d'Abruzzo”. Un lavoro figlio dell'amore per il territorio e per le tradizioni di famiglia, ma frutto anche del desiderio di tracciare una strada verso il futuro che consenta di tenere viva la memoria e valorizzare il patrimonio che ruota attorno al tipico dolce natalizio.
«La mia famiglia da tre generazioni opera nel settore dolciario e negli ultimi anni ho avuto modo di osservare direttamente l'evoluzione che questo mercato ha subito, arrivando a maturare considerazioni che mi hanno portato alla scelta per la mia tesi», dice Di Pasquale, «in particolare ho visto una crescita del settore legato ad alcuni dolci tradizionali, a partire dal calcionetto. Un segnale di come ci sia la volontà di gustare un dolce così antico ma non ci sia più il tempo, o forse anche la capacità, di prepararlo. Fuori dai confini regionali, inoltre, la specialità è del tutto sconosciuta e anche questo mi ha spinto a parlarne».
Per la sua ricerca la neo gastronoma ha usato tutti gli strumenti possibili: ha ascoltato i racconti delle nonne, sue e degli altri; ha spulciato vecchi libri di cucina, trattati di linguistica e riviste specialistiche; ha interpellato i social per reperire materiale dalle diverse province abruzzesi e consultato antichi manuali trovando tracce scritte del calcionetto in testi del 1800. Ma le origini del dolce sarebbero ben più antiche e la sua preparazione contempla tante varianti quante sono le diversità del territorio abruzzese e le contaminazioni che ha vissuto. «Tutelare un prodotto e tramandarne la storia non significa dover approdare a un disciplinare, ma rispettare ogni variante», chiarisce la neo laureata, che spera di dare con il suo lavoro un contributo alla promozione di questo dolce e non solo.
Intanto Alessandra è stata invitata nel consiglio comunale di Teramo dal gruppo di Italia Viva nell'ambito della discussione di una mozione relativa alla manifestazione “Cibus 2022”, che si svolgerà a Parma a maggio e dove la città aprutina confida di esserci con uno stand. L'assise e il sindaco Gianguido D'Alberto si sono complimentati con Di Pasquale per un lavoro che «può dare un contributo importante alle attività di valorizzazione del territorio da mettere in campo», ha sottolineato il consigliere Osvaldo Di Teodoro. Giovedì sera la dottoressa Di Pasquale, alla presenza di esperti e docenti, racconterà la sua esperienza nell'ambito di un evento organizzato al ristorante Zenobi di Colonnella dalla condotta Val Vibrata-Giulianova e da Slow Food Youth Network Abruzzo-Molise.
Veronica Marcattili
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