Si ribalta con la betoniera, muore 56enne

La vittima è un operaio di Montefino. La Procura fa sequestrare il mezzo finito in una scarpata dopo un volo di 10 metri
CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO. Una strada percorsa chissà quante altre volte per lui che quelle zone le conosceva benissimo. Perchè il 56enne Giuseppe Di Vittorio da anni lavorava per l’impresa edile proprietaria del mezzoche guidava e da sempre viveva a Villa Bozza di Montefino, località a poca distanza. Se n’è andato per sempre nel camion betoniera che conduceva e che ieri mattina è finito in una scarpata dopo un volo di circa dieci metri. Una tragedia consumata in pochi attimi sulla strada statale 365, a poca distanza dal cimitero. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il pm di turno Stefano Giovagnoni non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha subito riconsegnato la salma ai familiari. Ha disposto il sequestro del mezzo che nei prossimi giorni sarà esaminato per accertarne la funzionalità.
Da una prima ricostruzione fatta dai carabinieri della stazione di Bisenti e dai vigili del fuoco sembra che l’uomo nell’affrontare un tratto in salita della strada, in prossimità di una curva abbia perso il controllo del mezzo che è finito nella scarpata dopo essersi capovolto. I soccorsi sono stati immediati e i primi interventi sono arrivati da alcuni automobilisti di passaggio che hanno subito dato l’allarme. Da Pescara si è levato in volo l’elicottero del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. A causa del violento impatto la parte del mezzo che contiene il calcestruzzo si è staccato dal telaio del mezzo pesante. L’uomo è stato sbalzato fuori dalla cabina. Per recuperare il corpo i vigili del fuoco hanno usato dei cuscini gonfiabili e un divaricatore idraulico.
E sull’incidente sono intervenuti , con una nota congiunta, i sindacati provinciali di Cgil, Cisl e Uil. «Ancora un lavoratore morto sul suo posto di lavoro», si legge nella nota, «la drammatica realtà è che ci troviamo ancora una volta davanti all’ennesimo infortunio mortale che ha funestato la nostra provincia, in un contesto nazionale non meno coinvolto da fatti simili. Anche se quella di oggi è una vicenda ancora tutta da accertare, con una dinamica che appare quella di uno sfortunato e drammatico incidente stradale, nulla toglie alla gravità di quanto avvenuto. Anzi, deve costringerci a ampliare le vedute in tema di sicurezza, che va naturalmente allargata anche allo spazio esterno nel quale operano mezzi come questi oltre alle condizioni di sicurezza tecniche e di portata degli stessi». E così concludono i sindacati nella nota: «Sono settimane che le organizzazioni sindacali hanno intensificato la loro azione di protesta e sensibilizzazione ritenendo necessario passare all’azione e che venga sviluppato e condiviso una piano strategico nazionale e provinciale, su salute e sicurezza sul lavoro, che oltre alla denuncia si trasformi in proposte concrete e condivise, percorso troppo assente nel nostro paese. Per questo la proposta di un patto per la salute e sicurezza, sul piano nazionale e territoriale, oggi non è più rinviabile».
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