Si ribellano in questura, migranti liberi
Scarcerati i 6 stranieri che hanno rifiutato la fotosegnalazione, ora sono in circolazione senza permesso di soggiorno
TERAMO. Sono stati lasciati liberi i sei migranti posti in stato di fermo domenica scorsa dalla polizia.
Facevano parte di un gruppo di 25 stranieri, dei 745 provenienti dall’area sub sahariana, sbarcati nel porto di Reggio Calabria. Il gruppo inviato in provincia di Teramo è stato ospitato nel residence Felicioni di Roseto, dove però domenica pomeriggio sono arrivati solo in 19. Come prevedono precise norme i migranti vanno controllati, vanno prese loro le impronte digitali e vanno fotosegnalati. Operazioni svolte dallan mattinata di domenica dal personale della questura di Teramo assistito da interpreti di lingua inglese, francese e araba. Infatti gli uomini provengono a Nigeria, Sudan e Senegal.
Ma sei migranti dato in escandescenze, nonostante i ripetuti tentativi dei poliziotti non è stato possibile convincerli a dare impronte digitali e a far fare fotografie utilizzabili: la procedura di fotosegnalamento necessaria per avviare la richiesta di asilo è piuttosto complessa e non è stato possibile ultimarla. I migranti hanno avuto anche una reazione violenta, si sono buttati a terra e hanno iniziato a scalciare. A questo punto sono stati fermati e ieri sono stati sottoposti a processo per direttissima con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, tentate lesioni personale e rifiuto di sottoporsi a rilievi dattiloscopici. L’arresto è stato convalidato e sono stati scarcerati. Lasciati liberi. Non saranno ospitati al Felicioni perchè non entreranno nel programma di assistenza, essendosi rifiutati di completare la pratica di richiesta asilo. Probabilmente era proprio questo il loro scopo: vogliono chiedere asilo in un altro Paese. Ma forse non hanno calcolato che senza il permesso di soggiorno per richiesta asilo che avrebbero avuto ultimando la fotosegnazione sarà molto difficile circolare in Italia, in quanto non hanno documenti da esibire. Per cui probabilmente la stessa scena di domenica si ripeterà in altre province. Senza contare che per loro sarà molto difficile oltrepassare i confini dell’Italia.
La questura di Teramo comunque li ha identificati, per quanto possibile: ha fatto loro delle fotografie e preso delle impronte, che serviranno per qualsiasi evenienza futura. Ma per legge era impossibile trattenerli per più di 24 ore per la fotosegnalazione.
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