Si ustiona per salvare i suoi Tir: «Questa impresa è la nostra vita»

25 Aprile 2023

Il racconto dell’imprenditore della ditta di trasporti Merlini: «Ho visto le fiamme e non ho esitato» Le immagini della videosorveglianza escludono la presenza di estranei, è stato un corto circuito

MONTORIO. «Quando sono arrivato nel piazzale ho visto le alte fiamme avvolgere i trattori stradali sganciati e non ho esitato a salvare il salvabile. Il mio pensiero è andato a mio padre e ai tanti anni di attività e sacrifici, ai dipendenti, alla nostra azienda. Ho preso le chiavi di scorta e ho spostato un camion a rimorchio e un altro mezzo che già stavano prendendo fuoco, isolando il rogo ed evitando che bruciassero tutti gli altri rimorchi con i teloni parcheggiati in prossimità». Occhi stanchi, mani e testa fasciati per le conseguenze delle ustioni riportate insieme all’intossicazione da fumi che l’hanno costretto a una notte e a mezza giornata di ricovero in ospedale, ma con lo sguardo fiero di chi è pronto ad andare avanti.
Per Mauro Merlini, titolare insieme al fratello Gianni della Merlini Group, l’azienda di trasporti e motor service di Montorio, è il giorno della ripartenza dopo quello doloroso di domenica scorsa quando 9 motrici parcheggiate nel piazzale dell’azienda hanno preso fuoco. «Ero a casa e ho ricevuto la chiamata di un amico che mi ha avvisato che nel nostro piazzale stava divampando un incendio», prosegue l’imprenditore, «subito sono corso sul posto e, mentre attendevo che arrivassero i soccorsi, ho cercato di limitare i danni. Quando spostavo i mezzi sentivo vicino a me degli scoppi fortissimi e i detriti mi venivano addosso, il resto lo ha fatto i vigili del fuoco che ringrazio». Un maxi incendio divampato dopo le 18 che è stato avvistato da un passante mettendo in moto la macchina dei soccorsi con le operazioni di spegnimento durate fino a tarda sera. «Finchè ho potuto ho agito, poi mi ha assalito un senso di impotenza che bruciava con le ustioni», dice ancora, «se l'incendio fosse accaduto di notte sarebbe stata una catastrofe». La matrice dolosa è stata esclusa a favore di quella accidentale. «Abbiamo visionato le immagini registrate dai due giorni prima dalla video-sorveglianza e non si vede nessuna presenza estranea», spiega Merlini «ma si nota come si sia innescato il corto circuito in una motrice più datata che ha scatenato il rogo che, come in un effetto domino, ha travolto le altre motrici parcheggiate e fianco e dinanzi. Come azienda siamo stimati e rispettati sia in Italia che all’estero e ci vogliono bene».
Appena dimesso dall’ospedale è subito tornato in ufficio per mandare avanti l’attività che conta 100 dipendenti (il 30% di terzisti) e si articola nella Motor service che è un’officina meccanica con centro revisioni mezzi pesanti e la Gomma srl che si occupa di trasporti nazionali ed europei anche in intermodale terrestre, marittimo e ferroviario con un parco mezzi di 70 camion e 200 semi-rimorchi. «I mezzi coinvolti, cinque dei quali già contrattualizzati per essere venduti, erano tutti assicurati», continua, «ricorreremo al noleggio in attesa che arrivino gli 11 su 12 mezzi nuovi già acquistati. L’attività non si ferma e voglio rassicurare i clienti che le commesse verranno onorate. La nevicata del 2017 ci schiacciò 20 rimorchi, ma non ci siamo mai arresi e fermati». E, con uno scatto di orgoglio, chiarisce: «È un danno rilevante, ma l’azienda non è in ginocchio ed è sempre viva e operativa». Lo sguardo si riempie di orgoglio guardando la fotografia in bianco e nero che ritrae un camion della Fiat, il primo mezzo del papà Antonio che ha fondato negli anni' 70 l'azienda dove oggi, oltre ai tre figli, sono entrati i nipoti. «Papà ha creato da zero l’attività e aveva un solo camion per i trasporti locali», conclude, «quando eravamo ragazzi in estate io e mio fratello andavamo a fare i viaggi con lui e dopo il diploma siamo entrati in azienda dando il nostro contributo: i camion sono una passione e la Merlini Group è per noi una seconda famiglia».
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