Siamo Roseto: «Tassa di soggiorno più cara»

L’accusa all’amministrazione: «Presenze turistiche in calo, ma gli introiti sono aumentati»
ROSETO. «Le presenze turistiche scendono ma gli introiti dell’imposta di soggiorno sono di più rispetto al 2021. Se la matematica non è un’opinione, oggi abbiamo la conferma che i maggiori incassi sono da imputare esclusivamente all’allungamento del periodo di applicazione e all’aumento delle tariffe».
È il pensiero dell’associazione Siamo Roseto del presidente Simone Aloisi, che in una nota commenta i dati diffusi dall’amministrazione Nugnes sulla stagione estiva 2022, dati che fanno registrare una flessione di presenze rispetto al 2021 di circa 47mila turisti nel periodo tra giugno e settembre 2022. «Usciamo con le ossa rotte dal confronto con Giulianova e Tortoreto», prosegue la nota, «il divario con questi comuni, infatti, supera abbondantemente le 100mila unità in difetto. Una disfatta per l’amministrazione Nugnes che ha fatto del turismo uno dei suoi cavalli di battaglia, ma che quando si è trovata a gestire in prima persona questo importante settore dell’economia locale ha dimostrato di non avere le carte in tavola per realizzare la svolta».
Nella nota si critica la scelta dell’amministrazione di aver aumentato tariffe e periodo di applicazione dell’imposta di soggiorno.
«Un risultato di cui alla luce dei dati sulle presenze», si precisa nella nota, «il sindaco Mario Nugnes non dovrebbe andare fiero perché frutto solo dell’inasprimento dei tributi». Nella nota, infine, viene criticata anche la gestione del tavolo del turismo. «Tutto quanto promesso in campagna elettorale si è dissolto come una bolla di sapone», conclude la nota, «un esempio su tutti il tavolo del turismo, un organismo di confronto ampiamente strumentalizzato da Nugnes quando era ancora consigliere di opposizione e utilizzato oggi dall’amministrazione solo con lo scopo di approvare determinati progetti. Roseto inoltre soffre la carenza di posti letto e questa criticità deve necessariamente essere affrontata da chi amministra. Bisognerà assicurare la realizzazione di nuove di strutture ricettive per continuare a essere competitivi, e non trasformare, come già accaduto, due ex hotel in palazzine».(l.v.)

