Siccità, vendemmia meno ricca «Calo tra il 20 e il 30 per cento»

L’imprenditore Biagi di Colonnella: «Gli acini sono più asciutti e la quantità di prodotto ne risentirà, ma la qualità dei vini sarà elevata». Stessa dinamica per l’olio e previsioni simili per la molitura
VAL VIBRATA. Produzione di vino e olio in calo: a guadagnarci, però, è la qualità. La vendemmia delle uve bianche è iniziata da alcuni giorni e quella del Montepulciano e degli altri rossi è prossima, nel rispetto del calendario e della tradizione. La produzione di vino risentirà, tanto nella Val Vibrata quanto in altre zone d’Abruzzo, della siccità che non ha risparmiato nessun angolo della regione. Chi ha potuto irrigare vigne e uliveti ha potuto contare su una produzione più sostanziosa; la maggior parte dei produttori, però, ha lasciato che fosse la natura a dissetare i filari.
Fabrizio Biagi, storico imprenditore agricolo di Colonnella, stima una minor produzione di circa il 30 per cento. E la previsione vale per lui come per altri produttori del Teramano e di altre zone d’Abruzzo. Se lo scorso anno furono le malattie dell’uva, come peronospera e oidio, quest’anno a pesare sul calo della produzione è stata la siccità. A risentirne sono i vigneti biologici, che oramai occupano gran parte della produzione abruzzese. «Indubbiamente registreremo cali nella produzione che variano tra il 20 e il 30 per cento un po’ ovunque, in Val Vibrata in primis», spiega Biagi, «ci siamo salvati dalle malattie e dai parassiti dell’uva che però paga le conseguenze di una stagione calda avara di precipitazioni. Abbiamo acini più asciutti, che comunque hanno raggiunto per i bianchi, e raggiungeranno per i rossi, un grado zuccherino maggiore, per cui avremo degli ottimi vini». Tutto fa pensare che i prezzi possano subire variazioni verso l’alto considerando che i costi generali di vendemmia (manodopera, processo di lavorazione e altre voci) non sono calati. Biagi aggiunge: «Per la raccolta del Montepulciano, molto dipenderà dal meteo dei prossimi giorni, per cui noi produttori abbiamo le antenne tese per capire come evolverà la maturazione dell’uva».
Per l’olio il discorso è pressochè simile solo che, in questo caso, chi raccoglie e fa la molitura prima rispetto ad altri (solitamente a ottobre avanzato-novembre) guarderà alla maturazione ideale da qui alle prossime settimane per capire se le temperature continueranno a tenere lontana la mosca olearia. Chi molirà più avanti, ha una finestra temporale maggiore da tenere in osservazione. «Anche qui entra in gioco il trattamento delle olive per porle al riparo dalle malattie tipiche o dagli attacchi esterni», afferma Biagi, «in diversi hanno iniziato i trattamenti dopo aver esitato a farlo per molto tempo, chi produce biologico dovrà attuare i protocolli necessari che sono più rigorosi. Di sera le temperature iniziano a essere più gradevoli per cui occorre tenere sotto controllo i nostri ulivi che registrano in generale, a causa della siccità, una minore produzione anche qui stimata fra il 20 e il 30 per cento. I frutti, infatti, sono più asciutti e meno polposi per cui la resa in olio, per quintale di prodotto raccolto, diminuisce. Ma la qualità sarà buona».
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