Sicurezza, la questura chiede lavori importanti al “Bonolis”

21 Maggio 2015

Anche se la capienza restasse a 7.500 ci vorrebbero nuove recinzioni intorno al parcheggio ospiti (costo almeno 160mila euro) e più telecamere dentro. Per l’aumento a 10mila passeranno mesi

TERAMO. Non sarà un bagno di sangue, ma neanche una passeggiata. Il secondo appuntamento istituzionale sul futuro assetto dello stadio “Gaetano Bonolis” dopo la promozione del Teramo attenua l’ottimismo e spegne i sorrisi derivati dal positivo sopralluogo di qualche giorno fa degli ispettori della Lega calcio di serie B. Ieri il Teramo calcio, il gestore dello stadio Sabatino Cantagalli e l’amministrazione comunale hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni di pubblica sicurezza, in primis la questura (che coordina i servizi di ordine pubblico in occasione delle partite), e all’incontro è seguito un sopralluogo nell’impianto per verificare sul campo il da farsi.

Ebbene, la questura – alla luce non solo della categoria diversa nella quale giocherà il Teramo, ma anche degli incidenti verificatisi nella stagione appena conclusa nelle partite autunnali con L’Aquila e Ascoli – chiede una serie di adeguamenti in tema di sicurezza che comporteranno spese non indifferenti. Il più importante riguarda non l’interno ma l’esterno dello stadio, ovvero la parte del parcheggio riservata alle tifoserie ospiti, e chiama in causa il Comune. «La recinzione del parcheggio ospiti», riferisce l’assessore comunale ai lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo, «dev’essere coperta con lamiere alte tre metri e venti per evitare il contatto visivo tra opposte fazioni. E lo stesso ci viene chiesto di fare per tutta la corsia di accesso al parcheggio ospiti, che parte dalla rotonda a est dello stadio. Inoltre la questura chiede di creare un’ulteriore area cuscinetto tra l’ingresso dei distinti e il settore ospiti. A occhio e croce si tratta di opere che non ci costerebbero meno di 160mila euro, e soldi in cassa come ben sapete non ce ne sono». Si prospetta, dunque, una mediazione tra Comune e questura che per forza di cose dovrà coinvolgere il sindaco in prima persona e il prefetto.

All’interno del “Bonolis” gli adeguamenti in tema di pubblica sicurezza riguarderanno la sede del Gos (gruppo operativo sicurezza), che non potrà più stare nel gabbiotto inizialmente dedicato alla stampa dov’è stato finora, ma dovrà avere un locale stabile con ingresso a parte – a quanto pare la soluzione prospettata dalle varie parti in causa è di ubicarlo sotto la tribuna – , e le telecamere che sorvegliano gli spettatori. Dovranno essere digitali e non analogiche e il loro numero dovrà aumentare: otto dentro e una per ogni tornello fuori.

Tutti questi lavori dovranno essere realizzati anche se la capienza dello stadio dovesse rimanere a 7.500 posti, com’è stata finora, sfruttando una deroga di due anni concessa dalla Lega di B. Il Teramo calcio – che ha già formalmente avanzato richiesta al gestore Cantagalli – e il Comune intendono però portarla il più presto possibile a 10mila, ovvero al minimo previsto per la serie B. Per andare a 10mila non serviranno grandi lavori: in sostanza si dovranno ridisegnare i posti sui gradoni dei vari settori e aumentare di tre-quattro unità il numero dei tornelli. Il problema principale dell’aumento di capienza sarà legato ai tempi burocratici necessari, perché dopo i lavori dovranno essere effettuati i sopralluoghi di rito e dovrà riunirsi la commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli, l’organismo deputato a decidere le capienze. Nella migliore delle ipotesi la stagione calcistica del Teramo in B comincerà, in agosto, con la capienza a 7.500 posti e poi verrà aumentata come minimo in settembre. Fermo restando che, se dovesse essere necessario, il sindaco può firmare un’ordinanza per aumentare il numero degli spettatori in una singola partita, come ha fatto nell’ultima di campionato con l’Ascoli.

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