Silvi, approvato il bilancio Due milioni per la ciclabile

Lo strumento varato dal commissario delinea il percorso per la nuova giunta L’ex assessore Rocchio: «Le opere pubbliche sono quelle di Comignani»
SILVI. E’ stato approvato il 30 marzo scorso, dal commissario prefettizio Samuele De Lucia, il bilancio di previsione del Comune di Silvi per il triennio 2018/2020, il fondamentale strumento finanziario con il quale dovranno lavorare gli amministratori che verranno eletti alle prossime comunali. «Il piano triennale», dice Giovanni Rocchio, ex assessore al bilancio del Comune di Silvi, che ha esaminato con cura il documento, «ripropone alcune opere pubbliche previste già dall'amministrazione guidata da Francesco Comignani».Ecco alcuni degli interventi previsti nel bilancio (visibile sull’albo pretorio on line del sito web del Comune): intervento di difesa della costa nel litorale a nord del Villaggio del Fanciullo con fondi regionali pari a 500 mila euro; il completamento della pista ciclabile nel tratto centrale del lungomare, ovvero da piazza Fermi all’incrocio con il sottopasso Palestini con fondi regionali del Masterplan per un importo di 2 milioni di euro; interventi sulla viabilità esistente con nuovo ponte sul torrente Piomba con fondi propri, ovvero introiti frutto dei permessi a costruire pari a 500 mila euro; riqualificazione del lungomare da via Cristoforo Colombo, via Rossi e via Garibaldi con fondi Par-Fas 2007/2013, con economie riprogrammabili pari a circa 711 mila euro; ampliamento e miglioramento dei servizi a Silvi Marina, con nuovi parcheggi e strade mediante acquisizione di un tratto di binario dismesso nei pressi della stazione ferroviaria, precisamente nel lato est, grazie a un contributo regionale di un milione di euro. Il bilancio prevede anche opere di urbanizzazione primaria in contrada Santo Stefano, nella strada di collegamento tra Via Marziale e San Silvestre con un mutuo di 370mila euro e con fondi propri pari a 500mila euro. «L'importo accantonato nel fondo di dubbia esigibilità nel 2018», dice ancora Rocchio, «è pari a poco più di due milioni 234mila euro. Tale fondo è un limitatore di spesa a garanzia che i residui attivi vengano incassati, questo permette di non fare spese senza aver incassato i crediti derivanti da Imu, Tari e simili. Nel 2017 l'accantonamento con l'amministrazione guidata da Comignani è stato di oltre 3 milioni, risorse che porteranno a un avanzo di amministrazione e che potranno essere usate dalla nuova amministrazione per fare investimenti».
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