Silvi, emergenza idrica: «Installate le autoclavi»

22 Febbraio 2022

La siccità fa prospettare un’altra estate di disagi per l’approvvigionamento Il sindaco Scordella a cittadini e albergatori: non facciamoci trovare impreparati

SILVI. «Non bisogna farsi trovare impreparati». È questo il principio che ha spinto, con largo anticipo, il sindaco di Silvi Andrea Scordella ad affrontare la questione emergenza idrica estiva che l’anno scorso ha suscitato molte lamentele da parte di cittadini e turisti. Le proiezioni non suono buone, considerata la siccità invernale. L’Aca, azienda acquedottistica pescarese che rifornisce le condotte del territorio, secondo quanto riferiscono gli uffici comunali, ha già avvertito che il problema dell’approvvigionamento si riproporrà.
Per questo Scordella, ancora costretto in isolamento per il Covid, non ha perso tempo ed ha lanciato un appello alla cittadinanza affinché si doti di autoclavi e cisterne adatte a poter fronteggiare eventuali probabili nuove criticità estive. La raccomandazione è rivolta non solo ai privati, ma anche a grandi condomini, hotel e B&B . Nel sito dell’Aca già lo scorso ottobre, dunque in un periodo non condizionato dalle presenze turistiche, un avviso già annunciava chiusure dal 4 all’11, tra le 23 e le 6 del giorno successivo, per i serbatoi Guidetti, che serve la zona e le vie di Silvi sud, e Concio, che rifornisce tutta la fetta di territorio a Silvi nord.
Quella del 2021 per la città costiera è stata una delle estati più difficili da affrontare sul versante dell’approvvigionamento idrico, con gravi disagi in particolare tra l’11 e il 21 gosto. Il Comune era arrivato ad appellarsi al prefetto ed era riuscito a tamponare l’emergenza chiedendo l’apertura dei pozzi sul fiume Vomano appartenenti alla Ruzzo Reti. Arrivò così un ulteriore afflusso d’acqua nei serbatoi di accumulo della città che comunque non bastò, tanto che fu necessario l’ausilio di autobotti messe a disposizione dalla Protezione civile e posizionate in via Taranto, zona Multipiano e via Po. Quell’intervento si rivelò insufficiente considerando le migliaia di presenze turistiche nella zona. Un appello a trovare una soluzione fu lanciato dal portavoce degli albergatori Roberto Mion che in quell’occasione evidenziò come le strutture più grandi, con serbatoi capienti, se l’erano cavata, mentre quelle piccole hanno sofferto con inevitabili proteste da parte degli ospiti.
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