Silvi, i genitori di San Silvestro contro la chiusura della scuola

7 Settembre 2021

Appeso uno striscione di protesta. Il sindaco Scordella: «La sicurezza viene prima di tutto il resto, meglio fare qualche chilometro in più che rischiare una tragedia. Quell’edificio verrà recuperato»

SILVI. «Prima pensiamo alla sicurezza, poi a tutto il resto». Così il sindaco di Silvi Andrea Scordella ha voluto mandare una risposta ai genitori dei bambini delle tre classi della scuola primaria di San Silvestro, che hanno esposto uno striscione di protesta contro la chiusura temporanea dell'edificio in cui si legge: “La scuola si cura, non si chiude... non si divide... ci sono bambini, non burattini!”. «Se una scuola non è momentaneamente sicura», continua Scordella, «e ha bisogno di un intervento strutturale urgente, credo che si possa preferire fare qualche chilometro in più a una tragedia. Per il futuro di San Silvestro posso dire che faremo di tutto per recuperare un plesso che esiste da sempre».
Dopo la scoperta fatta a fine luglio dal laboratorio Abruzzo Test che ha rilevato, in seguito a indagini diagnostiche, che i solai della scuola sono a rischio, l'amministrazione ha deciso di chiudere immediatamente il plesso, spostando le tre classi a Villa San Giuseppe, che prima ospitava una scuola professionale paritaria trasferita nella frazione di Pianacce. Scordella evidenzia che questa struttura, collocata in via Santo Stefano, «nei prossimi giorni sarà disponibile». Sono in corso, infatti, i lavori di ripristino e tinteggiatura dell'edificio che per il 13 settembre (giorno di riapertura delle scuole) sarà pronto ad accogliere le classi trasferite. «Purtroppo l’edilizia scolastica è un problema annoso che interessa tutta l'Italia», conclude il sindaco, «ma solo oggi ce ne accorgiamo. L’Italia vive in emergenza ed è per questo che le cose purtroppo sono sempre ingarbugliate. Per quanto ci riguarda, il progetto esecutivo del nuovo polo scolastico è quasi pronto. Solo il tempo e la burocrazia italiana ci daranno le risposte che cercate, il nostro lo stiamo facendo».
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