Silvi, il debito ereditato frena i lavori

22 Maggio 2019

Scordella: «A rischio il rifacimento del lungomare se saremo obbligati a ripianare il disavanzo della precedente gestione»

SILVI. Il Comune di Silvi non può più disporre dei soldi per il rifacimento degli asfalti sul lungomare e delle vie interne della città. Questa sarà la prima, ma non l’unica, conseguenza della bocciatura del bilancio consuntivo 2018 da parte del collegio dei revisori dei conti alla vigilia dell’approvazione in consiglio dello strumento finanziario. Secondo i revisori le somme da accantonare per il fondo relativo ai crediti non esigibili è di gran lunga superiore a quello calcolato dal Comune, per cui il disavanzo passerebbe dai 2 milioni 700mila euro circa indicati nel bilancio e altre 7 milioni. «Se saremo obbligati a prevedere un ripiano di risanamento finanziario con le modalità indicate dai nostri revisori dei conti», dichiara il sindaco Andrea Scordella, che ha ereditato i debiti dalla precedente amministrazione, «non potremo dare attuazione ai nostri programmi, primo fra tutti il rifacimento degli asfalti del lungomare e delle altre vie che ne hanno urgente bisogno, perché non ci sarà consentito distogliere nemmeno un euro dalle risorse comunali disponibili né, tanto meno, ricorrere a mutui».
Il primo cittadino evidenzia che occorre ora attendere la proposta di approvazione del rendiconto 2018 affinché sia esaminata dal consiglio Comunale che si terrà il 10 giugno apportando eventuali modifiche segnalate dal collegio dei revisori che ha contestato il metodo di calcolo del fondo di dubbia esigibilità. Il Comune ha calcolato il fondo con un metodo semplificato – consentito dalle norme – che ha portato a calcolare un disavanzo di gran lunga inferiore a quello che, secondo i revisori, sarebbe quello reale. «Prenderemo in considerazione», aggiunge Scordella, «tutte le strategie possibili per uscire al più presto da questa situazione che a noi non piace e che non fa bene a Silvi». Il Comune evidenzia inoltre come «i revisori dei conti hanno ben individuato le cause dell’attuale situazione critica laddove hanno scritto che “una carente qualità della struttura organizzativa delle fasi precedenti alla riscossione coattiva, della gestione e dell’accertamento comporta effetti sui risultati degli incassi…”. Il buco nero non è derivato, dunque, da una cattiva gestione della spesa dell’attuale amministrazione che, semmai, potrebbe essere chiamata a rispondere tutt’al più di 5/6 mesi dell’attività finanziaria del 2018, essendosi insediata a fine giugno, con le attenuanti che l’estate era già nel pieno e la nuova giunta aveva bisogno del giusto tempo per entrare nell’ingranaggio amministrativo/finanziario di un Comune che veniva da una gestione commissariale» L’assessore al bilancio Alessandro Valleriani afferma: «Noi abbiamo preso visione della situazione e ci siamo resi subito conto della diversa metodologia usata dall’ufficio finanziario rispetto agli anni precedenti senza andare subito a polemizzare con gli ex amministratori, ma scegliendo la strada che la normativa vigente in materia ci consentiva di percorrere. Abbiamo adottato, per redigere il rendiconto 2018, il cosiddetto metodo semplificato, come hanno fatto tanti altri Comuni senza che nessun altro revisore abbia obiettato alcunché». Sia il sindaco che l’assessore al bilancio bollano inoltre come «del tutto gratuite e prive di consistenza» le voci che circolano circa una possibile fine anticipata della legislatura: «Al momento, non esiste alcuna probabilità che il rendiconto, così com’è o con modifiche, venga bocciato dal consiglio comunale».