Silvi, il disavanzo fa discutere Rimpallo sulle responsabilità

24 Maggio 2019

Diventa incandescente la polemica politica dopo la bocciatura del bilancio da parte dei revisori Scordella: debito ereditato dalle precedenti amministrazioni. Il centrosinistra: «È colpa vostra» 

SILVI. Continua a far discutere la bocciatura del bilancio consuntivo 2018 del Comune di Silvi da parte del collegio dei revisori dei conti alla vigilia dell’approvazione in consiglio dello strumento finanziario.
Il sindaco Andrea Scordella nei giorni scorsi ha tenuto a precisare: «I revisori dei conti hanno ben individuato le cause dell’attuale situazione critica laddove hanno scritto che “una carente qualità della struttura organizzativa delle fasi precedenti alla riscossione coattiva, della gestione e dell’accertamento comporta effetti sui risultati degli incassi…». Come dire, questa situazione difficile non è legata a una cattiva gestione della spesa dell’attuale amministrazione che, semmai, potrebbe essere chiamata a rispondere di non più di 5-6 mesi dell’attività finanziaria del 2018.
Nel predisporre il consuntivo 2018, la giunta ha messo in bilancio circa 4 milioni per il fondo relativo ai crediti di dubbia esigibilità, un accantonamento che ha portato a un disavanzo di circa 2 milioni 600mila euro. Ma secondo i revisori dei conti il fondo per i crediti di dubbia esigibilità va portato a 7 milioni 750mila euro, per cui il disavanzo reale salirebbe a oltre 5 milioni.
Non mancano, ovviamente, le polemiche. Puntuale è arrivata la presa di posizione del centrosinistra. «Cercano le responsabilità in altri, per mascherare l’inesperienza amministrativa», dice il consigliere Giovanni Rocchio, «ma nelle motivazioni dei revisori le responsabilità sono citate chiaramente, e nascono principalmente dall’analisi delle entrate relative al 2018 e nel bilancio di previsione del 2019». «Dall’analisi del bilancio consuntivo 2018», dichiara l’altro consigliere di centrosinistra Vito Partipilo, «è evidente come le entrate siano state minori di circa 4 milioni di euro». Partipilo, poi, dettaglia voce per voce: «Entrate Imu ordinarie per circa 5 milioni, a fronte di un minore incasso di 751mila euro; Imu da recupero per circa 3 milioni, con minore incasso di 1 milione 500 mila eurio; accertamento straordinario Tari: previsti 921 mila euro, minore incasso di 230mila; proventi dalle sanzioni semaforiche: previsti 1 milione di euro, incassati meno 725 mila euro; ruoli codice della strada ancora in riscossione: previsti 200 mila euro, con un incasso di meno 190mila; proventi della farmacia: circa 150 mila euro in meno rispetto alle previsioni; il tutto ripetuto erroneamente, anche nel previsionale 2019». Secondo l’opposizione «appare evidente che se sono previste entrate palesemente non attendibili, le stesse portano i revisori a bocciare il bilancio, chiedendo alla stessa amministrazione di adottare un metodo prudenziale, non inserendo ed impegnando risorse virtuali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA