Silvi, inevitabile il taglio di molti pini

L’assessore Giancola: ma la pista ciclabile è un’occasione unica per riqualificare il verde
SILVI. «È inevitabile il taglio dei pini per la realizzazione della pista ciclopedonale sul lungomare di Silvi». L’assessore ai lavori pubblici del Comune Pamela Giancola, dopo il recente allarme lanciato dal Conalpa Silvi in merito al possibile abbattimento di 60 fusti di alberi storici sul tratto centrale della riviera, non si nasconde dietro un dito e spiega come l’attenzione dell’amministrazione comunale sia rivolta alle esigenze di sicurezza e di rinnovo del patrimonio arboreo cittadino. In una nota si legge: «È ovvio che sarà inevitabile il taglio di un certo numero di pini, di quelli che sono giunti alla fine della loro vita, di altri che secondo l’agronomo sono pericolosi, di quelli che non consentono una visione ottimale per l’immissione dei veicoli nelle diverse carreggiate, di quelli che non permettono il passaggio dei pedoni sui marciapiedi, oltre a quelli che costituiscono motivo di conflitto con i cittadini perché danneggiati dall’invadenza delle radici dei pini fin sotto le mura di casa. La pista ciclabile, in questo contesto», ha sottolineato Giancola, «si adatterà alle esigenze reali della città e dei cittadini e i pini e le aiuole saranno guardati come beni da salvaguardare nella misura in cui sono in grado di assicurare la loro funzione e non rappresentano un pericolo».
Il Comune evidenzia come la pista ciclabile sia un’occasione irripetibile per intervenire sulla pianificazione del verde sul lungomare e come per farlo si siano impegnati nel programma triennale finanziario dell’ente 100mila euro di fondi. Giancola aggiunge: «L’impegno è che per ogni pianta abbattuta ne saranno piantate almeno altre due, non è un semplice slogan, ma una promessa che facciamo a noi stessi e ai nostri figli».
In merito al recente allarme lanciato dal Conalpa, delegazione locale, rappresentato da Monica D’Aurelio, il Comune precisa: «L’associazione Conalpa ha omesso di riferire che la documentazione tecnica e amministrativa visionata dai suoi rappresentanti si riferisce al progetto definitivo e non a quello esecutivo che, rispetto al primo, presenta diverse modifiche. Prima di entrare nella progettazione esecutiva – si precisa dagli uffici tecnici – si è messo sotto la lente di ingrandimento ogni minimo particolare, poiché c’è la consapevolezza di far fronte ad un’opera che può cambiare in maniera anche importante la fisionomia del lungomare».
Domenico Forcella
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

