Silvi, oggi l’addio all’imprenditore morto mentre puliva il fucile

12 Maggio 2019

Eseguita l’autopsia disposta dalla Procura per chiarire le cause dell’incidente avvenuto in casa Il ricordo di un amico: «Per anni abbiamo organizzato insieme battute di caccia in Croazia»

SILVI. Da ieri pomeriggio la salma di Antonio Cerne è nella sua abitazione di Silvi dove è stata allestita la camera ardente diventata meta di un mesto pellegrinaggio. Perché in tantissimi hanno voluto essere vicini ai familiari del 62enne imprenditore di Silvi morto venerdì mattina, ucciso da un colpo di fucile molto probabilmente partito accidentalmente mentre l’uomo lo stava pulendo.
Così hanno ricostruito investigatori e inquirenti anche alla luce dell’autopsia disposta dal pm di turno Silvia Scamurra ed eseguita ieri pomeriggio dall’anatomopatologo Pietro Falco. I funerali si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria.
Intanto si susseguono, anche sui social, i ricordi dei tanti amici di Cerne proprietario della storica gelateria Tiziano di via Colombo e dall’anno scorso anche di una gelateria a Pescara, in corso Umberto, gestita dal figlio.Lorenzo De Santis è un suo amico di vecchia data. Insieme hanno organizzato tante battute di caccia in Croazia. De Sanctis, anche lui ex imprenditore silvarolo, ricorda Cerne come «un uomo sempre disponibile, affabile, amante del suo lavoro e con la passione della caccia. Era un cacciatore provetto, anche se ormai non uscivamo più. Antonio, proprio qualche mese fa, appena si è chiusa la caccia, ha voluto rinnovare il suo patentino per la detenzione di armi. Forse voleva tornare a fare battute di caccia. Andavamo in gruppo insieme al compianto nostro amico Enio Astolfi». L’amico di sempre così conclude: «Era meticoloso e attento, pensava sempre alla sua attività di gelateria che aveva ingrandito. Con lui tutti noi abbiamo perso un pezzo di Silvi». E il ricordo di Antonio Cerne ieri è corso sui social. Tanti si sono stretti al dolore della famiglia. Maria Fiore ha scritto su Facebook: «Per anni Antonio hai riempito le nostre giornate di dolcezza con i tuoi gelati. Dietro la cassa aggiungevi ai tuoi gelati educazione, gusto raro che non esiste più oggi. Non lo dimenticheremo più». Una vita da imprenditore prima nel settore dei surgelati con la gestione di una società denominata “Gelpa” e poi nel mondo della gelateria artigianale dove si era da subito conquistato un posto tra le eccellenze abruzzesi. Per Cerne la sua gelateria Tiziano, aperta negli anni ottanta in via Colombo e finita nella guida del Gambero Rosso, era il gioiello di famiglia. Negli anni era diventata un punto di riferimento per locali e soprattutto turisti. Scopritore sempre di nuove ricette e gusti per i gelati aveva fatto in modo che la sua attività crescesse tanto da aprire l’anno scorso un nuovo punto vendita a Pescara, in corso Umberto, gestito da uno dei suoi figli. (d.p.-d.f.)
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