Sisma, affidati alloggi provvisori agli sfollati Ater di via Spataro

13 Agosto 2021

Le cinque famiglie sgomberate a maggio per l’aggravamento dei danni subiti dalle loro case trovano una sistemazione temporanea. L’edificio in cui vivevano sarà demolito e rifatto ex novo

TERAMO. Sono stati assegnati i primi alloggi provvisori agli inquilini Ater di via Spataro sgomberati nel maggio scorso a seguito dell’aggravamento delle condizioni strutturali della palazzina in cui vivevano, che era stata danneggiata dal sisma del 2016 e inizialmente classificata con danno lieve. Gli ultimi sfollati del terremoto a Teramo, insomma, hanno trovato rapidamente una sistemazione, sia pure temporanea, in attesa che le loro case vengano demolite e ricostruite ex novo. Ne ha dato notizia ieri l’Agenzia per l’edilizia residenziale in una nota firmata dalla presidente Maria Ceci, nella quale si legge: «In riferimento all’emergenza sisma e agli sgomberi relativi a cinque alloggi Erp di via Spataro in Colleatterrato Alto, nella sede dell’Ater di Teramo sono state consegnate le prime unità abitative dell’Ater (case situate a Colleparco, in via Balzarini, e a Piane Sant’Atto). La consegna proseguirà, per le ulteriori unità abitative situate in via dei Melograni e in via Leonardo da Vinci, entro la prima decade del prossimo mese di settembre».
L’atto segue la richiesta inoltrata dall’Ater all’Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo che, in persona del direttore Vincenzo Rivera, ha prestato il proprio assenso affinché i nuclei familiari sgomberati da via Spataro potessero beneficiare degli alloggi acquisiti al patrimonio Ater per fronteggiare l’emergenza.
L’edificio di Via Spataro, nel quartiere di Colleatterrato Alto, la cui inagibilità era stata dichiarata con classificazione per danno di tipo B e per la quale due famiglie avevano dovuto lasciare gli alloggi già nel 2016, a seguito dell’attività progettuale svolta dai tecnici dell’Ater e finalizzata a effettuare interventi di miglioramento sismico, è stato riclassificato con danno di tipo E. In particolare i tecnici hanno evidenziato un deterioramento del calcestruzzo tale da consigliarne la demolizione e la ricostruzione ex novo. «Per tale motivo, al fine di riconsegnare alle famiglie abitazioni sicure, grazie al lavoro sinergico di Ater e Comune di Teramo», si legge ancora nella nota, «il presidente Maria Ceci ha chiesto al sindaco Gianguido D’Alberto l’adozione di un’ordinanza urgente e contingibile di sgombero per mettere al sicuro le famiglie».
Allora la presidente Ceci dichiarò al Centro: «Ho voluto agire subito a scopo prudenziale: a Teramo ci sono diverse abitazioni nuove disponibili per la temporanea sistemazione degli sfollati del sisma: perché correre dei rischi? In ogni caso, peraltro, avremmo dovuto sgomberare gli inquilini per sviluppare i lavori inizialmente previsti».(red.te)
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