Sisma, mancano i progetti dei privati

Ne sono stati presentati 35 dai quasi 500 sfollati in albergo e 440 dalle 3.100 famiglie in autonoma sistemazione
TERAMO. Norme troppo rigide, poco personale dedicato e lentezze burocratiche sono sempre state additate come le principali cause di una ricostruzione che a quattro anni dal sisma del Centro Italia stenta a partire. Eppure, guardando i dati della ricostruzione privata, emerge un dato paradossale: il numero, particolarmente basso, di progetti presentati dai privati, nello specifico da quelli assistiti in albergo e quelli assistiti in Cas (contributo di autonoma sistemazione). Ad oggi all'interno del cratere abruzzese, che investe soprattutto il Teramano, gli assistiti nelle strutture ricettive sono 496 (di cui 134 nel comune di Teramo). Secondo i dati dell'Usr (ufficio speciale ricostruzione) fino a fine febbraio, e quindi in data pre-Covid, i progetti presentati dagli sfollati in assistenza alberghiera erano stati solo 35, per un totale di 75 persone interessate. Un dato emblematico, anche alla luce delle proteste dei mesi scorsi di fronte all'ordinanza della Protezione civile nazionale che fissava inizialmente al 17 febbraio la data ultima in cui gli sfollati avrebbero dovuto lasciare gli alberghi per passare all'autonoma sistemazione. La data è stata successivamente prorogata e la Protezione civile ha adesso comunicato ai sindaci che entro il 30 giugno tutti gli sfollati dovranno abbandonare gli alberghi.
È una situazione, quella della mancata presentazione dei progetti, che ad oggi non si giustificherebbe nemmeno con presunti tempi biblici per l'istruzione delle pratiche, visto che quelle relative alla prima abitazione devono essere istruite entro un mese. A confermarlo è il direttore dell'Usr di Teramo Vincenzo Rivera. «L'attuale normativa prevede che la pratica presentata da chi è in assistenza alloggiativa in relazione ai danni subiti dalla prima casa venga istruita entro 30 giorni», spiega Rivera, «discorso diverso per le seconde case che slittano ovviamente rispetto alle prime case».
Ma a quattro anni dal sisma pochi sono anche i progetti presentati da chi si trova in autonoma sistemazione: ad oggi sono solo 440 per un totale di 444 nuclei familiari (a fronte di un totale di 3.146 nuclei familiari assistiti in Cas nel periodo aprile-maggio 2020 per un totale di 6.959 persone, di cui circa di un migliaio di nuclei nel solo comune di Teramo). Di queste 440 pratiche 86 sono al momento in capo ai professionisti, con l'Usr in attesa di ricevere le integrazioni richieste, 188 sono in capo ai Comuni in attesa del relativo parere (dati riferiti sempre al periodo pre-Covid), 81 quelle in lavorazione all'Usr, 70 quelle concluse con esito positivo e 15 quelle archiviate o rigettate. Tolte le pratiche definite, delle 335 in essere, dunque, oltre l'80 per cento delle pratiche in lavorazione si trova presso soggetti esterni all'Usr.
Il numero basso di pratiche presentate, relative in particolar modo alle abitazioni con danni lievi, cozza contro le enormi somme erogate ogni mese dallo Stato per la sistemazione alberghiera e per il contributo di autonoma sistemazione. Contributo che in futuro dovrà essere assicurato anche a quei cittadini che fino ad oggi sono potuti rimanere nelle proprie abitazioni, come nei casi di stabili con inagibilità parziale, dalle quali dovranno però uscire quando partiranno i lavori.
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