Sisma, palestre come punti di raccolta

27 Ottobre 2016

A Teramo e provincia torna la grande paura. I sindaci chiudono le scuole, prese d’assalto le strade verso la costa

TERAMO. Ancora due nuove scosse ed è tornata la paura. Un intero apparato dei soccorsi si è mobilitato ieri si da subito per gestire quella che apparsa subito essere una nuova emergenza terremoto. Due forti scosse con epicentro nella Valnerina, nelle Marche, hanno portato il terrore anche in tutto il Teramano dove sono state avvertite distintamente. La prima scossa alle 19.10 di magnitudo 5.4, la seconda di 5.9 alle 21.18.

Nel giro di una manciata di ore tutti i sindaci della provincia di Teramo hanno emanato le ordinanze di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per poter iniziare a garantire le verifiche sui plessi già nelle prime ore del mattino. Nel capoluogo il sindaco Maurizio Brucchi si è attivato immediatamente per aprire il Coc, il centro operativo comunale d’intesa con il prefetto che nella tarda ora di ieri era chiamato a valutare l’apertura di un’unità di crisi.

Quattro i punti di raccolta nelle palestre allestite in città: l’Acquaviva, il camposcuola, il campo di Colleatterato e il palazzetto di San Nicolò a Tordino tutti presidiati da squadre della Protezione civile con un ambulanza della Croce rossa dedicata alla spola tra i punti di raccolta. Iniziative analoghe hanno preso in altri comuni come quello di Ancarano che ha individuato il palasport come punto di raccolta. Il rettore dell’università Luciano D’Amico ha invece provveduto a lasciare aperto l’ospedale veterinario di Piano d’Accio per dare ospitalità a quegli studenti che non si sentivano di dormire in casa. Oggi non si terranno lezioni nemmeno nell’ateneo.

Centinaia le telefonate arrivate al 118 di persone in preda al panico anche se fortunatamente alle 23,30 di ieri sera non risultavano feriti.

Le scosse questa volta sono state avvertite in tutta la loro intensità anche lungo la costa. A Roseto, i rifugiati del residence Felicioni, colti di sorpresa da quello che per loro era un fenomeno nuovo, si sono riversati in strada a pregare, alcuni seminudi così come sono stati sorpresi dalle scosse. Impossibile tracciare una fotografia sommaria dei danni. Crolli si sono verificati sicuramente a Torricella e a Valle Castellana ma i sindaci hanno chiarito che si tratta di edifici già pericolanti, e dunque vuoti, che hanno ceduto con il terremoto.

Anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, si è coordinato immediatamente con il personale tecnico di via Milli per verificare le condizioni delle arterie di collegamento, come ponti e viadotti e le infrastrutture ritenute già a rischio con l’ultima sisma come il ponte di Aprati. Prese d’assalto le strade teramane in direzione costa: immediata la scelta di tanti che hanno deciso di tornare a dormire negli appartamenti al mare, ritenuti più sicuri.

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