Sisma, sgravi fiscali da restituire L’Aniem: «Così ci fate chiudere»

12 Aprile 2018

Sono quindici le imprese edili teramane che con quelle aquilane hanno fatto ricorso al Tar Ognuna deve versare dai 300 ai 600mila euro: l’Europa ritiene aiuti di Stato le agevolazioni del 2009

TERAMO. Sono quindici le imprese edili teramane su cui si è abbattuta la scure dell’Europa. La restituzione delle tasse legate al sisma del 2009 significa in media per ogni azienda teramana con sede nel cratere (Montorio, Colledara, Penna Sant’Andrea, Castelli, Arsita e Tossicia) dover versare all’erario dai 300mila ai 600mila euro.
Il commissario straordinario deputato dal consiglio dei ministri a recuperare un imponibile che si avvicina ai cento milioni, Margherità Calabrò, si è già messo all’opera. L’obiettivo è recuperare le agevolazioni fiscali e contributive (Inps, Inail, Iva sono quelle più cospicue) connesse al terremoto del 2009 e considerate dalla Commissione Europea aiuti di Stato.
«La nostra regione e in particolare le province di L’Aquila e Teramo, sono state già duramente colpite dagli eventi sismici, la restituzione delle tasse sospese rappresenterebbe per molte il colpo di grazia», dichiara il presidente dell’Aniem Fiorenzo Polisini, a cui aderiscono 11 delle 15 imprese edili che dovrebbero restituire i soldi, «le aziende coinvolte sono oltre 300, considerato che la comunicazione di avvio del procedimento di recupero è stata inoltrata a tutte quelle partite Iva che hanno superato la soglia di aiuto di 100mila euro, di queste molte, seppur in numero inferiore rispetto alla provincia aquilana, sono teramane e associate». Calabrò ha inviato alle aziende, fra il 23 e 30 marzo, una comunicazione in cui si chiedono entro 30 giorni risposte a una serie di quesiti, che nei fatti preannuncia la richiesta delle somme.
«Ad oggi», continua Polisini, «ogni tentativo della Regione, in particolare dal vicepresidente Lolli, è risultato vano, per questo riteniamo che sia una partita che vada giocata con il supporto del governo nazionale e di conseguenza dei parlamentari, con quelli abruzzesi in prima linea. Come Collegio costruttori Aniem Teramo ci siamo raccordati ai colleghi delle associazioni aquilane impegnati in questa battaglia già da anni, mai come questa volta ho visto unità d’intenti da tutte le direzioni, imprenditoriali, sindacali e politiche tutte, senza distinzione di colore o partito. Il 6 aprile è stato depositato il ricorso collettivo al Tar, sottoscritto da sei associazioni di categoria e 91 imprese contro la nomina del commissario incaricato del recupero delle somme». «Primo obiettivo», aggiunge il direttore dell’Aniem Alfonso Savini, «è ottenere la sospensiva, nel frattempo i parlamentari si sono impegnati a chiedere al presidente Gentiloni di adottare un atto di urgenza, per alzare la soglia de minimis e relativa franchigia a 500mila euro “salvando” la gran parte delle imprese coinvolte. L’udienza al Tar è prevista il 18 aprile ma due giorni prima, il 16, si sta organizzando una grande manifestazione per le vie dell’Aquila e come Aniem Teramo parteciperemo con le imprese coinvolte e con le maestranze: daremo il nostro piccolo ma importante contributo per dire nuovamente “no” alla restituzione delle tasse sospese». Alla manifestazione partecipa da Teramo anche la Cna.
«A conferma di quanto è assurda e ingiusta questa vicenda», conclude Polisini, « è la notizia che gli interventi a supporto dell’economia delle aree terremotate relativi al sisma 2016 giustamente non vengono considerati dall’Europa aiuti di Stato. Allora come si possono adottare due pesi e due misure? È evidente che la stessa cosa deve valere per il 2009. Soprattutto le imprese non possono pagare per gli errori di altri, in particolare di uno Stato inefficiente».
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