Sit-in dei lavoratori del Mercatone Uno sotto la sede di Scerne

PINETO. Hanno scelto di riunirsi all’aperto, davanti a quello che era il più grande punto vendita della catena Mercatone Uno in Abruzzo. Ieri pomeriggio molti fra i 105 lavoratori vittime del...
PINETO. Hanno scelto di riunirsi all’aperto, davanti a quello che era il più grande punto vendita della catena Mercatone Uno in Abruzzo. Ieri pomeriggio molti fra i 105 lavoratori vittime del fallimento che ha travolto il gruppo, si sono riuniti davanti al punto vendita di Scerne. La riunione è servita a fare il punto della situazione e a organizzare il sit-in che si terrà giovedì mattina alle 10,30 davanti alla prefettura di Teramo.
I tre sindacalisti che si occupano della vertenza – Mauro Pettinaro della Filcams Cgil, Fabio Benintendi della Cisl e Bruno Di Federico della Uiltucs Uil, – sono impegnati su vari fronti. Uno dei più importanti riguarda il pagamento del Tfr che paradossalmente è stato anticipato dall’Inps ai dipendenti di altre regioni ma non a quelli abruzzesi. Per cui si registra il caso limite di alcuni dipendenti del Mercatone uno di Colonnella (uno dei punti vendita abruzzesi, oltre a quello di Scerne e a quello di San Giovanni teatino) residenti nelle Marche che il trattamento di fine rapporto l’hanno percepito a differenza dei colleghi che lavornano nella stessa sede.
Un altro obiettivo dei sindacati è quello di cercare di far applicare gli ammortizzatori sociali con riferimento ai vecchi contratti, quelli prima dell’avvento della Shernon. Questo significherebbe nei fatti ignorare alcuni licenziamenti e le cospicue riduzioni dell’orario di lavoro fatte dalla nuova proprietà, ora fallita. (a.f.)
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