Sit-in dei profughi ucraini: «Da qui non ci spostiamo»

17 Giugno 2023

In trecento manifestano davanti al municipio per chiedere di rimanere nella zona «Ci vogliono mandare via, ma molti di noi lavorano e i nostri figli hanno gli esami»

ROSETO. Sale la protesta dei 300 ucraini presenti da oltre un anno in diversi alberghi di Roseto e Cologna Spiaggia, arrivati sulla costa dopo lo scoppio della guerra e che ora dovrebbero trasferirsi in Campania o in Puglia in altre strutture. Molti di loro, ieri mattina, si sono ritrovati in piazza della Repubblica, di fronte al palazzo comunale di Roseto, per far ascoltare la loro voce e spiegare il motivo per il quale vorrebbero restare, almeno fino a settembre, a Roseto. «Alcuni di noi hanno trovato lavoro e molti dei nostri figli si sono integrati a scuola, e alcuni di loro hanno anche gli esami», dice Vita Krutous, una dei 300 ucraini, «vogliamo restare a Roseto almeno fino a settembre».
La Protezione Civile, infatti, avrebbe predisposto il loro trasferimento in alcune strutture che si trovano in piccoli paesi in Campania o in Puglia, ma molti ormai si sono integrati qui e anche gli albergatori li supportano in questa protesta. «Nel giro di una settimana è impossibile che si spostino 300 persone», precisa Anthony Romani, titolare di una delle strutture alberghiere dove risiedono gli ucraini, «si sono integrati nel nostro territorio. Il problema è che loro non vogliono andare via e sarebbero disposti anche a pagarsi un affitto, restando però a Roseto o nei dintorni, o nella nostra regione. Il problema è anche per noi operatori del settore perché, in questo momento, non li possiamo cacciare dalle nostre strutture. Sono stati tolti dal programma e sono in capo a noi, gratis. Per questo però non possiamo prendere le prenotazioni estive. Noi cerchiamo un confronto con le istituzioni». Una delegazione di ucraini è salita in sala giunta per avere un confronto con il sindaco Mario Nugnes e la sua amministrazione. Il primo cittadino li ha accolti ma ha spiegato anche che il Comune non può fare nulla per la loro situazione, non avendone le competenze. «Ho appena parlato con il direttore della Protezione Civile della Regione Mauro Casinghini», ha detto Nugnes, «che è in contatto con il presidente della Regione Marco Marsilio. Mi ha detto che la piazza dove protestare non è questa ma quella di Montecitorio. Le decisioni purtroppo vengono prese dal ministero. Il decreto ministeriale del settembre 2022, infatti, diceva chiaramente che si può decidere se rimanere nell’accoglienza o se liberamente soggiornare in Italia con altre soluzioni, ma non più a 65 euro al giorno, bensì nel terzo settore con 33 euro al giorno. In quel momento è stato fatto anche un bando per trovare strutture disponibili a quei costi”» Nugnes inoltre spiega le difficoltà del Comune di Roseto per le strutture, evidenziando le differenze con i comuni limitrofi. «A Pineto, per esempio, alcuni albergatori hanno anche degli appartamenti che hanno messo a disposizione», conclude il sindaco, «Roseto, purtroppo, ha un problema abitativo. Nella stagione estiva non ci sono appartamenti disponibili».
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