Sit-in in Regione contro i tagli alla Asl

I sindacati annunciano la manifestazione per il 22 luglio: «Siamo già al lumicino, le scelte di Paolucci ci affosseranno»
TERAMO. «Basta con la mostruosa e irragionevole politica dei tagli». Il grido di protesta parte dai sindacati provinciali della funzione pubblica che per il 22 luglio annunciano una manifestazione a Pescara, davanti alla sede della Regione, per denunciare le condizioni attuali della sanità teramana e contestare le prospettive indicate nel piano di riorganizzazione messo a punto dall'assessore Silvio Paolucci. A lanciare l'iniziativa sono Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil.
«E' sufficiente fare un giro nei reparti dei quattro ospedali per toccare con mano i disagi ai quali quotidianamente vengono sottoposti pazienti e operatori», affermano i segretari provinciali Amedeo Marcattili, Andrea Salvi e Alfiero Di Giammartino, «reparti accorpati, personale ridotto al lumicino, turni stressanti, sale operatorie a metà servizio, infinite liste di attesa, tempi lunghissimi per la consegna dei farmaci: oggi a Teramo curarsi sta diventando sempre di più una chimera». Il piano sanitario regionale non lascia sperare in meglio. «Gli obiettivi dell'attuale governo regionale probabilmente sono condizionati da logiche diverse da quelle di una sanità rivolta ai cittadini», attaccano i sindacati, «si assiste a una spettacolare concentrazione di alcune specializzazioni mediche su ben definiti territori dove i soliti investitori privati sono pronti per la realizzazione di nuove strutture ospedaliere, in sostituzione di quelle pubbliche ormai depotenziate ed impoverite a causa di questa illogica spending review, relegando i malati di questa regione ad un ruolo di mezzo e non di fine». La sanità teramana, già precarizzata dalla carenza di personale, per i sindacati «sarà ulteriormente penalizzata dal previsto declassamento di alcune unità operative complesse di eccellenza che provocherà inevitabilmente la fuga dei primari, ponendo a repentaglio la funzionalità di tutto il sistema e costringendo i tanti cittadini a curarsi fuori provincia con tutti i disagi che ne derivano e con un grosso danno economico alla Asl che sarà chiamata a sostenere i costi derivanti dalla esponenziale crescita della cosiddetta mobilità passiva».
I sindacati confederali teramani, dunque, ritengono indispensabile un'inversione di rotta. «Siamo stufi di assistere alla morte istituzionale e amministrativa del nostro territorio attraverso tagli ai servizi sanitari e sociali pubblici», concludono Marcattili, Salvi e Di Giammartino, «diciamo basta e iniziamo la protesta attraverso un sit-in sotto il palazzo regionale per poi, a fronte di un eventuale e ulteriore silenzio da parte degli artefici di questo delitto, attivare tutte le nostre prerogative sindacali».
Gennaro Della Monica
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