Slot manomesse e svuotate da finti giocatori, due arresti

Bloccati ad Ascoli due residenti di Silvi. Secondo gli inquirenti agivano anche in Abruzzo I due fingevano di scommettere e forzavano gli apparecchi. Utilizzate banconote false
SILVI. Si fingevano giocatori alle slot machine, ma in realtà erano abili nel manometterle per svuotarle dei soldi. Li hanno scoperti dopo almeno tre colpi ad Ascoli, ma secondo gli investigatori negli ultimi tempi ne avrebbero messi a segno tanti sia nelle Marche sia in Abruzzo. Due uomini residenti a Silvi sono stati arrestati dalla squadra mobile di Ascoli, in collaborazione con quella di Teramo. Si tratta di S.G., 31 anni, e M.P., romeno 42enne residente a Silvi ma rintracciato a Montesilvano. Per entrambi sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di furto aggravato.
I colpi risalgono al maggio dell’anno scorso e un grosso contributo alle indagini è arrivato dalle immagini del sistema di videosorglienza.
Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia a maggio scorso i due , fingendo di giocare alle slot machine all’interno del bar Stadio in viale Rozzi, sarebbero riusciti a manometterle, forzandole, e a portar via circa 330 euro di monete.
Nello stesso periodo gli stessi avrebbero colpito anche al bar “Il Cacciatore”, poiché erano state trovate, all’interno dei cambiamonete almeno sette banconote da 50 euro, per metà vere e per metà contraffatte, che introdotte nella macchinetta, avevano consentito l’erogazione del corrispettivo in monetine da uno e due euro. Ed infine, sempre secondo la ricostruzione fatta dagli agenti della squadra mobile, gli stessi malviventi avrebbero colpito all’interno del bar tabacchi di via Napoli, impossessandosi di oltre 1.300 euro, dopo aver forzato, manomettendole ben tre slot machine.
Oltre alle immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza, gli investigatori nel corso degli accertamenti hanno anche anche raccolto le testimonianze di molti titolari delle sale giochi derubate allertate dal rumore delle monetine erogate ogni volta che a giocare c’erano qui due uomini. Per questo i proprietari, proprio sospettando qualcosa, avevano annotato il numero di targa della macchina a bordo della quale i due uomini erano giunti e poi ripartiti.(d.p.)
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