Smartphone alla guida, difficile fare multe

Nel 2016 sono state appena quattro. Il capo dei vigili: «Non disponiamo di strumenti appositi»
GIULIANOVA. Velocità eccessiva, alcol, droga possono essere controllati con il tutor e i test, la distrazione provocata dalla tecnologia no. E così chi sfreccia sulle strade di Giulianova messaggiando su whatsapp o messenger, nella stragrande maggioranza dei casi riesce a farla franca.
Lo dice il comandante della polizia municipale Roberto Iustini che interpellato sull’argomento ha snocciolato i dati degli accertamenti svolti negli ultimi quattro anni per uso di telefono alla guida. «Nell’anno in corso sono state elevate appena quattro multe, cinque nel 2015 e ancora quattro nel 2014 e cinque nel 2013. Attualmente non disponiamo di strumenti dedicati ad accertare l’uso di smartphone o altre tecnologie degli automobilisti e in caso di incidente non siamo in grado di sapere se il sinistro è stato causato da una distrazione per uso di apparecchiature tecnologiche, a meno che non ci sia un testimone che decide di raccontare ciò che ha visto», spiega il comandante. Secondo i dati Aci e Istat nel 2015 il 20% degli scontri è stato provocato da distrazioni dovute all’uso dello smartphone. I guidatori più imprudenti sono quelli del Nord dove il 42% dei conducenti guida con un occhio sul telefonino, contro il 29,3% del Centro e il 28,5% di del Sud. A Torino per contrastare il fenomeno la polizia municipale oltre a campagne mirate sta impiegando vigili in borghese o sulle moto per bloccare automobilisti mentre scrivono su whatsapp, fino al sequestro dello smartphone per verificare se durante l’incidente che ha provocato vittime o feriti il presunto responsabile stesse “giocando” con il telefonino.
«Abbiamo solo 19 vigili in organico e non ci possiamo permettere di destinare una pattuglia ad hoc per contrastare l’uso improprio del telefonino alla guida», dice Iustini, «per ora tutto quello che possiamo fare con autovelox e steet control è verificare che gli autoveicoli siano revisionati e dotati di assicurazione».
Mirella Lelli
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