Soldà: «Non posso imbalsamare la città»

7 Marzo 2019

Il commissario prefettizio replica ai vari esponenti politici che lo hanno criticato per avere preso decisioni importanti

GIULIANOVA. «Volevo lavorare nell’ombra, operando nell’ambito delle mie competenze, ma dopo essere stato tirato per la giacchetta sono obbligato a dire la mia». Il commissario prefettizio Eugenio Soldà risponde alle numerose critiche arrivate da più parti, sulle decisioni che ha assunto nel corso dell’incarico, e lo fa senza risparmiare sciabolate. «Quando il ministro dell’Interno Salvini mi ha conferito l’incarico», dice Soldà, «non credo proprio che fosse sua intenzione farmi venire a Giulianova per imbalsamare la città. Quanto alle mie competenze, non pensavo davvero di trovarmi di fronte a tanti giuristi esperti e raffinati». Soldà non mette in discussione la legittimità dei singoli di criticare esponendo le proprie ragioni di dissenso, ma sottolinea il fatto che ci sia modo e modo di avanzare critiche. «Ho sempre cercato di operare per il bene di Giulianova, avendo come faro solo e unicamente il bene e l’interesse pubblico. Tuttavia coloro che sono convinti che io abbia addirittura oltrepassato i limiti delle competenze fissate per legge alla mia funzione, credo sappiano, o dovrebbero sapere visto che magari aspirano a governare la città, che le delibere si possono impugnare. Sempre. Quindi chi critica lo faccia, se vuole. Basta mettere mano al portafogli e affidarsi ad un legale». «Chi giudica negativamente il mio operato», aggiunge Soldà, «specie se ha avuto incarichi di responsabilità pubblica, spero davvero che non sia stato in questi anni a scaldare la sedia o a temperare le matite». L’elenco delle contestazioni arrivate in queste settimane è lungo: dall’adesione all’Asmel come stazione unica appaltante al posto di quella della Provincia, al concorso per il nuovo dirigente dell’area tecnica con incarico triennale, fino al nuovo polo scolastico. In tanti quelli che hanno puntato il dito contro queste ed altre decisioni: il coordinatore della Lega Gianni Mastrilli ha parlato di «decisioni quantomeno inopportune» da parte del commissario; anche secondo il coordinatore di Forza Italia Jwan Costantini Soldà avrebbe adottato «provvedimenti, tra cui il piano industriale e il rinnovo dell’incarico al direttore generale della Giulianova Patrimonio, inopportuni, essendo atti di chiaro indirizzo politico capaci di condizionare la futura amministrazione»; secondo l’ex vice sindaco Nausicaa Cameli il commissario avrebbe dovuto «limitarsi all’ordinaria amministrazione», anche se – è bene precisarlo – il mandato di un commissario non prevede limiti di sorta. Intanto c’è una prima reazione: è quella di Costantini che parla di «comunicato spocchioso e piccato che non risponde a nessuno dei nostri quesiti. Per cui sarebbe opportuno fare conoscere ai cittadini giuliesi l’urgenza e il perché di suddette scelte».
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