Sommerso dai debiti per il gioco Teramano salvato dal tribunale

30 Luglio 2021

I giudici rateizzano i pagamenti a tutti i creditori e applicano la legge conosciuta come “salva suicidi”: «Il suo un comportamento incolpevole per effetto di questa patologia che è una malattia psichiatrica»

TERAMO. Questa è una storia che può essere quella di tutti. Perché basta poco per seppellire la normalità del quotidiano. Soprattutto quando l’obiettivo della giornata è solo quello di trovare una slot machine o un Gratta e vinci. Si chiama ludopatia, per l’Organizzazione mondiale della sanità una patologia psichiatrica. A tal punto che, come più volte sancito dalla Cassazione, se certificata, può essere una dipendenza tale da consentire di accedere alla cosiddetta legge “salva suicidi” (la numero 3 del 2012), ovvero una rateizzazione dei debiti. Perché, questo è il principio di fondo del legislatore, i debiti vanno pagati ma bisogna vivere salvaguardando le necessità primarie.
Così è successo a un 70enne teramano che con il gioco, slot machine e Gratta e vinci, ha accumulato 100mila euro di debiti tra società finanziarie e tasse. Con il gioco ha perso anche la casa. Per pagare i debiti si è impegnato a versare mensilmente una quota della sua pensione. Il provvedimento con cui il tribunale civile di Teramo ha accolto la sua richiesta di rateizzazione è arrivato dopo un ricorso perché in primo grado la richiesta era stata respinta in quanto il tribunale 2 anni fa ritenne che l’uomo non potesse usufruire della procedura perché i debiti erano stati contratti a causa del gioco.
Di diverso avviso i giudici di secondo grado (presidente del collegio Angela Di Girolamo, a latere Silvia Fanesi e Claudio Di Giacinto) che così hanno scritto: «Ritiene il tribunale che, nel caso in oggetto, pur potendo ricondurre l’indebitamento del ricorrente a una sua specifica condotta, risulta che tale comportamento è stato tenuto incolpevolmente per effetto di una vera e propria patologia psichiatrica, la ludopatia, che ha peraltro affrontato sottoponendosi volontariamente alle necessarie cure. Ciò consente di ritenere superato il profilo di non meritevolezza». L’uomo, infatti, ha seguito un percorso riabilitativo di quelli istituiti dalla Asl proprio per la ludopatia diventata negli anni una vera e propria emergenza tanto che in una recente classifica la provincia di Teramo occupa il quarto posto a livello nazionale per la spesa media pro capite per il gioco. Il piano del consumatore del 70enne teramano è stato presentato dall’avvocato Anna Di Russo e dal commercialista Paolo Pompei con la fattibilità attestata in primo e secondo grado, così come prevede la legge, dal commercialista Stefano Fraticelli come organismo di composizione della crisi per il sovraindebitamento. Dice l’avvocato Di Russo: «Il tribunale ha omologato il piano proposto riconoscendo che, seppur l’indebitamento, è da ricondurre a una specifica condotta del debitore è altresì evidente che tale comportamento è da ritenersi incolpevole per effetto di una vera e propria patologia psichiatrica, la ludopatia, che l’interessato ha affrontato sottoponendosi alle cure. I giudici hanno anche stigmatizzato il comportamento degli istituti finanziatori, che non sono esenti da responsabilità, per non aver valutato, così come prevede il testo unico bancario, la capacità del consumatore a sostenere i pagamenti del finanziamento concesso».
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