Sopraelevazioni contro la legge Roseto è un caso nazionale

3 Marzo 2016

Della vicenda si occuperà “Mi manda Raitre”. L’imprenditore Rapagnà: solo io ho denunciato una trentina di casi, come tecnico dico ai privati che possono chiedere i danni al Comune

ROSETO. Sopraelevazioni non conformi alla normativa vigente: Roseto diventa un caso nazionale. L’argomento è infatti finito nel mirino della trasmissione televisiva “Mi manda Rai3”, la cui redazione sta iniziando a occuparsi della questione, peraltro comune ad altre città, tanto che si sono costituite diverse associazioni a livello nazionale tra cui il “Comitato dieci metri”.

In sintesi si tratta di concessioni edilizie rilasciate dall’ufficio tecnico comunale a privati o imprese che chiedevano di sopraelevare un edificio esistente, nonostante lo stabile confinante si trovasse a meno dei dieci metri previsti dalla legge italiana. Quindi il permesso veniva rilasciato comunque, con la postilla che recitava “salvo diritti di terzi”, cioè se il vicino non si accorgeva della distanza inferiore ai dieci metri tutto sarebbe filato liscio, altrimenti poteva fare ricorso e ottenere il blocco dei lavori oppure la demolizione qualora fossero stati già ultimati, come in alcuni casi che si sono verificati a Roseto. Così con il passare degli anni i nodi sono iniziati a venire al pettine e si sono venute a creare due fazioni contrapposte tra i cittadini: una che ha costruito non rispettando le norme, nonostante in possesso della concessione del Comune; l’altra che ha subìto il danno. Ci sono cause che vanno avanti da quasi vent’anni, addirittura con sentenze di primo e secondo grado, giunte entrambe alla medesima conclusione: le parti degli edifici realizzate in maniera non conforme alle regole vanno demolite. Ma per il momento non c’è stato ancora nessun abbattimento.

Sul fronte opposto c’è chi invece ha costruito a meno di dieci metri nonostante il permesso del Comune e si sente in qualche modo depauperato di un diritto. Al punto che proprio in questi giorni è stata avviata anche una raccolta di firme su Facebook, contro la “demolizione di casa non abusiva”. Di casi simili a Roseto pare ce ne siano molti: Alberto Rapagnà sostiene di averne denunciati, da solo, una trentina. Da non sottovalutare, inoltre, l’aspetto dei danni subiti da entrambe le parti, tra spese per l’edificazione e quelle legali per cause interminabili. «In merito alla problematica di chi dovrebbe pagare i danni», interviene Rapagnà, «come tecnico intendo tranquillizzare i tanti privati danneggiati che possono richiedere i danni direttamente al Comune di Roseto il quale poi si dovrà rivalere sul dirigente». Secondo l’imprenditore dal 2005 sarebbero stati rilasciati almeno 250 permessi di costruire illegittimi perché in violazione delle distanze. «Esiste anche un’altra strada da percorrere», dice ancora Rapagnà, «e cioè quella di denunciare penalmente il dirigente per aver rilasciato permessi di costruire in violazione di una norma imperante sulle distanze della quale lo stesso era a conoscenza».

Federico Centola

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