Sopralluogo nell’ex manicomio da salvare

La soprintendente regionale visita la struttura e valuta quali elementi architettonici tutelare
TERAMO. «Ogni lunga marcia ha il suo primo passo». Il rettore dell'università di Teramo Luciano D'Amico si è affidato ieri a una citazione di Mao per presentare le prime mosse sul recupero dell'ex manicomio, che ha preso forma nel sopralluogo compiuto da Maria Giulia Picchione, soprintendente d'Abruzzo, nei locali in abbandono del complesso edilizio. Una tappa importante visto che il parere del soprintendente è vincolante ai fini del programma di sviluppo e recupero previsto dal Masterplan e al quale è destinata una somma di 35 milioni di euro. Ad accompagnare il soprintendente nella visita ai locali di Porta Melatina c'erano il consigliere regionale Sandro Mariani, il direttore amministrativo della Asl, Maurizio Di Giosia, il presidente e il direttore dell'Adsu, Paolo Berardinelli e Antonio Sorgi, e i tecnici. Ieri è stata avviata la ricognizione degli elementi da conservare e valorizzare e la stessa Picchione ha manifestato disponibilità a lavorare per un traguardo ambizioso ma che poggia su somme e un progetto ben preciso, che prevede la trasformazione in sede di attività universitarie a partire dal nuovo Dams, ma anche la destinazione parziale ad attività di riabilitazione psichiatrica.
«Abbiamo il compito della tutela dei beni culturali e questo è edificio di rilevanza culturale», ha detto la Picchione, «questa visita serve a farci capire cosa allocare nell'edificio ma serve anche a predisporre un progetto per dargli una nuova funzione, sempre nel rispetto dei criteri della tutela». Soddisfazione ha espresso il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani: «Teramo ha finalmente ottenuto la sua dignità e la sua centralità grazie a un progetto di recupero di cui si è parlato per anni ma è rimasto sempre sulla carta. Questa classe dirigente regionale ha dato finalmente a questa struttura e a questa città la possibilità di una nuova vita».(m.d.t.)
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