Sospetta overdose, ora si indaga sui prelievi di soldi dopo la morte

Il bancoposta della vittima usato il giorno successivo alla tragedia per intascare 490 e 100 euro I familiari presentano una denuncia, acquisite le immagini del sistema di videosorveglianza
TERAMO. Due prelievi con il suo bancoposta usato da qualcuno il giorno dopo la sua morte per prendere dei soldi: è la certezza da cui gli investigatori sono partiti per avviare nuove indagini. Il caso è quello di Vittorio Graziani, il 40enne teramano morto la settimana scorsa per una sospetta overdose. Molto probabilmente, secondo i primi risultati dell’autopsia, da cocaina.
La scoperta dei prelievi è stata fatta dai familiari che, assistiti dall’avvocato Eugenio Galassi, hanno presentato una denuncia in questura per chiedere chiarezza. E le indagini sono già scattate con gli investigatori che hanno acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza del postamat in cui sono stati fatti i prelievi di soldi: uno di 490 euro e uno di 100. Accertamenti sono in corso anche sul telefono cellulare della vittima. Obiettivo degli investigatori è quello di accertare eventuali responsabilità nella morte dell’uomo.
La tragedia risale a lunedì scorso quando l’uomo venne trovato senza vita nella sua abitazione di San Berardo dove viveva con alcuni amici. A dare l’allarme proprio uno di loro che non vedendolo uscire dalla sua camera si era insospettito. Dopo aver bussato senza ottenere risposte era entrato in camera e aveva dato l’allarme chiamando subito i soccorsi. In poco tempo sul posto era arrivata l’ambulanza del 118, ma per l’uomo non c’era stato nulla da fare. Secondo un primo accertamento la morte dell’uomo risalirebbe a molte ore prima della scoperta del corpo, molto probabilmente alla notte precedente.
Sul caso è stato aperto un fascicolo dal pm Andrea De Feis che ha fatto eseguire l’autopsia con gli esami tossicologici i cui risultati si conosceranno tra qualche tempo.(d.p.)
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