Sottanelli accusa: «Sull’Industriale Sud Regione in ritardo»

13 Dicembre 2023

TERAMO. Dopo lo sciopero e il picchetto di giovedì scorso si torna a parlare della vicenda dell'Imr Industriale Sud di San Nicolò, per cui si teme la delocalizzazione della produzione (verso gli...

TERAMO. Dopo lo sciopero e il picchetto di giovedì scorso si torna a parlare della vicenda dell'Imr Industriale Sud di San Nicolò, per cui si teme la delocalizzazione della produzione (verso gli stabilimenti di Jesi e Rieti) e sono a rischio decine di posti a tempo. Oggi, alle 11, nella sede di Confindustria, a Sant'Atto, è in programma un tavolo istituzionale, convocato dall'assessore regionale Pietro Quaresimale, a cui parteciperanno le rappresentanze sindacali, il Comune e la Provincia.
All'incontro non è stato invitato il deputato di Azione Giulio Cesare Sottanelli. «E questo mi dispiace», dichiara Sottanelli, «perchè essendo l'unico parlamentare della provincia di Teramo penso che fosse un atto dovuto. Stiamo parlando di un'azienda-modello, che è cresciuta molto negli ultimi 30 anni e dà al territorio una risposta occupazionale importantissima. Lo sciopero indetto dai sindacati, la scorsa settimana, rende chiaro come sia mancata, da parte della Regione, una mediazione preventiva tra azienda e rappresentanti dei lavoratori che avrebbe potuto evitare questa situazione di tensione che spero sia immotivata. Il tavolo è convocato con enorme ritardo. La situazione andava gestita prima e non strumentalizzata politicamente del centrodestra. A quanto pare la campagna elettorale del presidente Marsilio è più importante della risoluzione di questo problema. Voglio comunque fare delle domande ai rappresentanti dell'azienda. Sono a disposizione, nell'ambito del mio ruolo istituzionale, per cercare di fare in modo che i 140 lavoratori interinali possano essere confermati a tempo indeterminato e l'Industriale Sud continui a crescere».
Sottanelli chiede ai rappresentanti aziendali se è vera la possibilità dello spostamento di impianti e produzioni importanti a Jesi e Rieti e come si intende garantire i livelli occupazionali dello stabilimento di Teramo.
Gaetano Lombardino