Sottanelli: lavoro alla fusione di tre Bcc locali con Teramo

1 Marzo 2016

TERAMO. La Banca di Teramo di credito cooperativo sta per essere incorporata nella Bcc di Roma, che ha già avviato l’esame delle carte di viale Crucioli, ma – almeno a parole – c’è ancora la...

TERAMO. La Banca di Teramo di credito cooperativo sta per essere incorporata nella Bcc di Roma, che ha già avviato l’esame delle carte di viale Crucioli, ma – almeno a parole – c’è ancora la possibilità che resti locale, fondendosi con altre tre Bcc della provincia (Basciano, Adriatico Teramano e Vomano). Lo aveva fatto intendere al Centro il presidente di Banca di Teramo Cristiano Artoni e lo conferma il deputato di Scelta Civica, nonché presidente della Banca del Vomano, Giulio Cesare Sottanelli (nella foto), che si starebbe spendendo personalmente per questa soluzione.

«Il mio intervento nasce come parlamentare», dice Sottanelli, «e scaturisce da sollecitazioni di persone che non vogliono che il territorio perda un'altra banca. La provincia di Teramo e l'Abruzzo in generale hanno già subito gravemente la crisi e gli effetti di tutto quello che è successo nel mondo bancario. Io sto lavorando come presidente di banca, con altri presidenti di Bcc, per cercare di trovare un modo per far restare Bcc di Teramo nostra, anche con possibili aggregazioni con altre Bcc locali per creare una banca provinciale, una banca forte del territorio. Bisogna tutelare l’idea di Tancredi padre e il grande lavoro fatto da quando è nata quella banca, penso che l'interesse sia comune. Ed è anche un modo per tutelare le altre banche locali. La soluzione Roma non è negativa in sé, per fortuna che c'è, ma la vedo come l’ultima possibile. Prima dobbiamo lavorare per far restare quella di Teramo una banca del territorio. Per farlo però ci serve un aiuto, uno strumento. Allo scopo sto coinvolgendo Federcasse, sia il presidente Alessandro Azzi che il dg Sergio Gatti». Sottanelli non può dirlo, ma è evidente che Federcasse dovrebbe mettere sul piatto un tot di milioni a fondo perduto, come ha fatto (con un intervento da 25 milioni) per il salvataggio della Banca Padovana, appena aggregatasi a Bcc Roma.

L’altro fronte è legislativo. « In questi giorni», dice Sottanelli, « la commissione finanze sta lavorando alla conversione del decreto di riforma delle Bcc e come parlamentare vorrei inserire un emendamento: la creazione di un fondo interno alle Bcc da 100-150 milioni, soldi dati su base volontaria dagli istituti, che possa aiutare le aggregazioni, il tutto prima della nascita della grande holding del credito cooperativo. Questo ci consentirebbe di fare aggregazioni per omogeneità territoriale».

Ma se Bcc di Teramo va con Roma, le altre tre Bcc in trattativa per la fusione non potrebbero comunque aggregarsi tra loro? «Le altre tre non hanno problemi tecnici, i loro parametri sono ottimi e sarebbe una questione solo di volontà», conclude Sottanelli. (d.v.)

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