Sotto il municipio con i caschetti È la nuova protesta dei genitori

10 Novembre 2016

TERAMO. Le verifiche della Protezione civile sulle scuole non rassicurano i genitori. Molti lunedì non faranno tornare in classe i loro figli. Anzi, per le 9 si sono dati appuntamento sotto la...

TERAMO. Le verifiche della Protezione civile sulle scuole non rassicurano i genitori. Molti lunedì non faranno tornare in classe i loro figli. Anzi, per le 9 si sono dati appuntamento sotto la loggia del Comune per una nuova iniziativa tesa a sollecitare ulteriori controlli. La manifestazione è organizzata dal comitato delle mamme e dei papà che dal terremoto del 24 agosto si batte per interventi destinati a garantire maggiore sicurezza agli studenti. I genitori si presenteranno davanti al'ingresso del municipio tenendo per mano i loro figli che indosseranno caschetti protettivi proprio per sottolineare la precarietà delle scuole. «Non bastano i controlli a vista delle strutture», spiega Leda Ragas, portavoce del comitato, «sono necessari carotaggi ed esami più approfonditi». Restano forti perplessità, insomma, sull'efficacia delle verifiche realizzate finora. «I conti non tornano», insiste Leda Ragas, «secondo i tecnici del Comune tutte le scuole erano agibili, ma quelli della Protezione civile ne hanno già fatte chiudere quattro».

I genitori non si fidano e chiedono chiarezza sulla documentazione che attesta la reale situazione degli edifici scolastici, sottolineando che l'amministrazione non l'ha ancora consegnata nonostante le richieste e le promesse. Il comitato insiste per l'organizzazione di doppi turni nelle scuole più sicure e in strutture che potrebbero rimpiazzare gli edifici meno solidi. «Abbiamo riscontrato una grande apertura da parte dei dirigenti scolastici», fa notare la portavoce, «che sono disponibili a predisporre programmi ad hoc che i ragazzi possono seguire con l'aiuto dei genitori stando a casa». Mamme e papà sono anche pronti a seguire corsi accelerati di protezione civile e stazionare nei pressi delle scuole per intervenire in caso di necessità. «I bimbi sono ancora terrorizzati», conclude Leda Ragas, «e anche solo l'evacuazione di una classe sarebbe impossibile per un insegnante». (g.d.m.)

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