Spaccate alle auto, respinta la richiesta di patteggiamento

8 Marzo 2019

Per il giudice la pena di un anno all’albanese accusato di aver fatto otto furti «non è congrua» Incastrato dalla testimonianza dell’amica di una vittima, l’uomo si è scusato con i teramani

TERAMO. Per il giudice la pena «non è congrua». Il che, fuori da tecnicismi giuridici, significa che è troppo bassa. Per ora niente patteggiamento per il 43enne albanese Adrian Hoxa albanese arrestato a fine gennaio con l’accusa di aver danneggiato e rubato in almeno sette auto in centro storico. Così ha stabilito ieri mattina il gup Domenico Canosa nel respingere l’istanza di patteggiamento ad un anno presentata dalla difesa dell’uomo rappresentata dall’avvocato Giuseppe Viggiani.
L’uomo, che il giorno dopo l’arresto ha ammesso i colpi scusandosi con i cittadini teramani e dichiarando di averlo fatto per fame visto che era disoccupato e senza soldi, è stato incastrato non da una telecamera ma una testimonianza. A riconoscerlo l’amica di una delle vittime di danneggiamento e furto. In particolare quello avvenuto il 12 dicembre in via Porta Carrese per cui è scattato il riconoscimento da parte dell’amica della vittima.
Ma a dare corpo ai sospetti degli investigatori la scoperta fatta nell’abitazione dell’uomo durante la perquisizione: qui i poliziotti hanno trovato borsoni, piumini che sono il provento di altri otto furti con spaccate ai vetri delle macchine.
Per il momento, comunque, l’arresto dell’albanese ha messo un primo punto fermo ad una vicenda che negli ultimi tempi ha creato apprensione tra i residenti nel centro storico visto che numerose sono state le auto prese di mira tra fine novembre, dicembre e gennaio. Le indagini della squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Roberta Cicchetti, hanno trovato nella testimonianza dell’amica della vittima dell’episodio di dicembre un importante punto di partenza per sviluppare gli accertamenti conclusi con l’arresto di Hoxia.
La donna, infatti, ha raccontato come quella sera del 12 dicembre abbia notato l’uomo che stava armeggiando vicino alla vettura dell’amica, vedendolo bene in faccia e parlandoci tanto da poter specificare agli investigatori non solo particolari del volto ma anche l’accento straniero.
E la stessa donna davanti alle foto segnaletiche in possesso della polizia lo ha subito riconosciuto. Così sono scattate le indagini e gli agenti hanno raccolto materiale finito poi nel rapporto inviato al sostituto procuratore Bruno Auriemma che ha chiesto la misura cautelare. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare è stato il gip Roberto Veneziano, lo stesso davanti al quale l’uomo ha ammesso i fatti contestati scusandosi con i cittadini teramani.
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