Spaccatura nella minoranza sul caso del biodigestore

11 Agosto 2020

MOSCIANO. Nel consiglio comunale di giovedì scorso l’opposizione, costituita solo dalla lista Obiettivo Mosciano, ha avuto due differenti espressioni di voto in merito alla realizzazione del...

MOSCIANO. Nel consiglio comunale di giovedì scorso l’opposizione, costituita solo dalla lista Obiettivo Mosciano, ha avuto due differenti espressioni di voto in merito alla realizzazione del biodigestore nella frazione Stazione. Il consiglio comunale “a tema” era stato richiesto proprio dai consiglieri di minoranza. In discussione le azioni da intraprendere a seguito della sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso del Comune teso alla revoca dell’autorizzazione a realizzare l’intervento. In aula il sindaco Giuliano Galiffi ha ribadito la necessità di percorrere ulteriormente l’azione intrapresa ricorrendo al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar: «Faremo leva su diversi aspetti tecnici della motivazione che sembrano risultare particolarmente carenti».
Nel corso dell’assemblea civica “Mosciano Democratica” ha proposto un emendamento con cui veniva chiesto di fornire mandato al sindaco al fine di perseguire l’obiettivo di proseguire nell’azione legale. Su tale passaggio si è acceso un lungo dibattito che, secondo la maggioranza, «ha svelato tutte le contraddizioni della minoranza ponendola davanti a una scelta chiara sulla vicenda». Nella circostanza, si legge nella nota diffusa da Mosciano Democratica, «ferma è stata la posizione della consigliera di minoranza Nadia Baldini, da sempre contraria alla realizzazione del biodigestore e che, anche questa volta come nel 2017, ha votato dichiarando apertamente la sua contrarietà all’opera: l’unica del suo gruppo consiliare che, al contrario, ha votato contro il mandato a resistere con in testa la caprogruppo Maria Cristina Cianella». Poi la polemica con la consigliera Cianella che, secondo la maggioranza, «dopo aver subito tre bocciature elettorali continua ad arrogarsi la prerogativa della verità assoluta continuando a polemizzare in maniera sterile sulla composizione del gruppo di Mosciano Democratica cui appartiene anche chi, pur provenendo da altre estrazioni politiche, sul tema del biodigestore ha sempre sostenuto l’azione dell’amministrazione dall’origine». Poi viene sottolineata la presenza nella lista di Obiettivo Mosciano della Baldini e di un altro elemento con visioni diverse sul biodigestore. Il documento conclude che in campagna elettorale il problema era rastrellare voti quanto più possibile. «Nell’ultimo consiglio comunale i nodi sono venuti al pettine», conclude Mosciano Democratica. (al. al.)
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