Spaccio, richieste di condanna per 70 anni

A processo ci sono otto rom di Martinsicuro e Alba, sono accusati di associazione per delinquere
TERAMO. È in una richiesta di condanne per complessivi 70 anni di carcere per cinque imputati che ha preso forma, ieri mattina, la requisitoria del pm della distrettuale Fabio Picuti nell’ambito del processo su un maxi giro di spaccio, soprattutto eroina e cocaina ma anche hascisc e derivati della morfina, lungo la costa vibratiana. Un processo nel quale sono imputati otto rom, tutti residenti tra Martinsicuro e Alba Adriatica e tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, e all’interno del quale ieri mattina è stato disposto lo stralcio di tre posizioni che saranno discusse nella prossima udienza: quella di Isabella Levakovic, difesa dall’avvocato Nello Di Sabatino, arrestata ieri mattina nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura di Teramo ed impossibilitata quindi a partecipare all’udienza, e quella di Mauro Vespa e Sonia Perozzi, difesi dall’avvocato Umberto Gramenzi che aveva presentato un’istanza di rinvio per legittimo impedimento.
Ieri, dunque, il pm Picuti nel corso della sua requisitoria davanti ai giudici del collegio (presidente Franco Tetto, a latere Lorenzo Prudenzano e Sergio Umbriano) ha discusso solo cinque posizioni su otto, con richieste di condanna durissime a partire da quella a carico di Clelia Spinelli, considerata come l’elemento cardine della presunta associazione e punto di riferimento, per tutti i sodali, della gestione del giro di spaccio, per la quale ha chiesto 22 anni di carcere. Dodici a testa, invece, gli anni richiesti per Maria Bevilacqua, Massimo Levakovic, Alberto Guarnieri e Anna Di Giorgio, ognuno dei quali secondo l’accusa avrebbe avuto un ruolo ben definito. Secondo la ricostruzione della procura, infatti, Bevilacqua si sarebbe occupata della fase organizzativa e logistica dell’approvvigionamento della droga, della cessione al dettaglio e della riscossione del prezzo concordato, mentre il marito Massimo Levakovic si sarebbe occupato soprattutto dell’attività di cessione della droga e della riscossione dei proventi. Guarnieri e Di Giorgio, invece, si sarebbero occupati sia della detenzione e cessione dello stupefacente che della riscossione del denaro.
«Gli imputati», ha detto il pm Picuti durante la requisitoria, «erano tutti consapevoli dei reciproci ruoli e del fatto di dare un contributo all’esistenza dell’associazione contestata in termini rilevanti». Lo stesso Picuti si è riservato di produrre una requisitoria scritta nel corso della prossima udienza, comprensiva della discussione sulle tre posizioni stralciate e delle relative richieste di condanna. Dopo le arringhe difensive, il processo è stato aggiornato a maggio, quando è attesa la sentenza. Insieme all’avvocato Nello Di Sabatino, che oltre a Isabella Levakovic rappresenta anche Maria Bevilacqua, e all’avvocato Umberto Gramenzi, che rappresenta Vespa e Perozzi, del collegio difensivo fanno parte anche gli avvocati Piergiuseppe Sgura, che difende Massimo Levakovic, e Massimo Ciafrè che rappresenta Guarnieri e Di Giorgio. (a.m.)
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