Sparò alla moglie per gelosia: affidata la perizia psichiatrica

Esame con la formula dell’incidente probatorio per il 70enne pensionato da febbraio a Castrogno Da accertare la capacità di intendere e volere, la compatibilità con il carcere e la pericolosità sociale
GIULIANOVA. Sarà una perizia psichiatrica, disposta con la formula dell’incidente probatorio, ad accertare se quando sparò un colpo di fucile alla moglie per presunti motivi di gelosia fosse in grado di intendere e di volere, se è processualmente capace, socialmente pericoloso e compatibile con il regime carcerario. È un lungo elenco di quesiti quello che il giudice Marco Procaccini ha messo in capo alla perizia per il 70enne pensionato di Giulianova Nicola Dell’Orso, da gennaio in carcere con l’accusa di aver sparato alla moglie Giovanna Di Bonaventura, 64enne che riuscì a scappare e a rifugiarsi nell’abitazione di una vicina di casa. La perizia, nel corso di un’udienza che si è svolta ieri, è stata affidata allo psichiatra Giuseppe Cimini. L’esame è stato chiesto dalla difesa dell’uomo rappresentata dall’avvocato Luca Di Edoardo.
La Procura (fascicolo del pm Enrica Medori) contesta all’uomo i reati di tentato omicidio e di lesioni aggravate nell’avviso di conclusione delle indagini depositato qualche settimana fa. Agli atti dell’inchiesta ci sono gli accertamenti tecnici: l’esame dello stub per rilevare la presenza di polvere da sparo sulle mani dell’anziano e quello sui pallini del fucile da caccia trovati nel muro di casa. Un fucile da caccia legalmente detenuto.
Il tentato omicidio avvenne nella tarda mattinata del 2 gennaio scorso nella villetta dei Dell’Orso in via Prato, a Giulianova, dal termine di un diverbio scoppiato tra marito e moglie. Poi, in un drammatico crescendo, l’anziano prese il fucile e sparò verso la moglie un colpo che fortunatamente la donna riuscì ad evitare scappando. L’arma si inceppò, lei scappò fuori dall’abitazione, ma venne raggiunta dal marito che, secondo la sua testimonianza agli atti dell’inchiesta, prima l’avrebbe colpita con la canna del fucile e poi avrebbe cercato di strangolarla. I due nella colluttazione caddero a terra e lei riuscì nuovamente a scappare portandosi dietro il fucile, nel frattempo finito a terra. Poi la fuga della donna a casa della vicina, che nella sua audizione ha raccontato di aver sentito prima litigare e poi lo sparo. «Quando ho sentito lo sparo sono uscita di casa», raccontò nell’immediatezza dei fatti, «e ho visto Giovanna correre e urlare in strada. Era terrorizzata e chiedeva aiuto. Ho subito aperto il cancello e l’ho fatta entrare. Mi ha detto che il marito aveva tentato di ucciderla prima con un colpo di fucile e poi cercando di strozzarla».
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