Spari all’amico, l’accusa può cambiare

I fori dei colpi sull’auto sono bassi, la ferita non grave: il tentato omicidio potrebbe diventare lesioni gravissime
ATRI. Il giorno dopo è il giorno della riflessione. Fontanelle di Atri ancora si interroga come sia potuto accadere che un giovane apprezzato in paese abbia potuto sparare tre colpi di fucile a quello che fino a poco tempo prima era suo amico.
Ma è un dato di fatto che Giuseppe Mattucci, manovale 25enne appassionato di caccia, da sabato mattina è rinchiuso nel carcere di Castrogno con l’accusa di tentato omicidio di A.A., 24enne anche lui operaio edile.
Oggi si dovrebbe tenere l’udienza di convalida a cui l’indagato si presenterà dunque con l’accusa di tentato omicidio. E’ ipotizzabile però che nel corso delle successive indagini, e magari anche dopo una consulenza tecnica richiesta dalla Procura, l’accusa possa essere derubricata in lesioni gravissime.
Questo anche perchè A.A., che è stato operato sabato dall’equipe del reparto di ortopedia dell’ospedale di Atri diretta da Fabrizio Fascione, nella gamba sinistra aveva due pallettoni, che gli sono stati asportati. Ma il colpo non ha lesionato la caviglia. Tanto che per A.A., dopo l’intervento, la prognosi è di 30 giorni, almeno per ora. I due pallettoni sono stati acquisiti dai carabinieri, che indagano insieme alla polizia.
C’è poi la collocazione dei fori dei colpi sulla carrozzeria. A parte uno, che ha trapassato la parte bassa del parabrezza, i fori sono tutti in basso, nella parte anteriore e laterale. Una eventuale consulenza potrà chiarire se quei colpi sono stati sparati per uccidere o meno.
Certamente Mattucci ha aspettato l’ex amico – compagno di caccia e a quanto sembra rivale in amore – sotto casa. Già intorno alle 20 c’era stato un primo litigio fra i due, vicino al bar del paese. Ma evidentemente per Mattucci non era finita lì. E’ tornato a casa, ha preso il fucile semiautomatico che deteneva con regolare licenza, è salito in macchina e ha aspettato che A.A. rientrasse a casa. Il 25enne si era appostato nei paraggi e quando intorno a mezzanotte il 24enne è tornato a casa – dove abita con la compagna – ha visto l’auto dell’amico e subodorando qualcosa non si è fermato. Ma Mattucci ha acceso l’auto, l’ha inseguito e all’altezza della rotonda di Fontanelle bassa ha sparato tre colpi. Due con cartucce a pallini e uno a pallettoni. Proprio quest’ultimo colpo ha preso A.A. alla caviglia sinistra. Il 25enne è tornato a casa, dove abita con i genitori. Qui ha lasciato il fucile e, ormai conscio della gravità del gesto compiuto, si è andato a costituire al commissariato di polizia di Atri. (a.f.)
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