Spariti alcuni rimborsi del blackout di un anno fa

1 Marzo 2018

L’associazione Robin Hood: gli assegni Enel non trasferibili risultano incassati ma gli intestatari non li hanno mai visti. Finora una decina i casi di sospetti furti

TERAMO. Spariti alcuni rimborsi inviati dall’E-distribuzione per l’interruzione nella fornitura di energia del gennaio 2017. Lo ha scoperto l’associazione consumatori “Robin Hood” che ha presentato mesi fa le richieste per tanti utenti che avevano subito blackout per più di tre giorni e mezzo. Alcuni clienti insospettiti dalla lunga attesa, hanno chiesto notizie e hanno appreso dall’Enel che l’assegno non trasferibile era stato regolarmente emesso, e pure da tempo.
«L’associazione Robin Hood», spiega il presidente Pasquale Di Ferdinando, «ha avviato le azioni di tutela per una decina di cittadini, preoccupata per il crescendo di segnalazioni». L’associazione ha chiesto all’E-distribuzione notizie sugli assegni, e una volta accertato che erano stati incassati all’insaputa dell’intestatario, ha invitato i cittadini a fare denuncia alle forse dell’ordine. D’altronde, fa notare Di Ferdinando, la società «ritiene a ragione di aver assolto al proprio obbligo».
«La responsabilità in effetti risulta essere della banca», osserva Di Ferdinando citando i riferimenti normativi, «per il pagamento di assegno bancario non trasferibile a persona diversa dal reale beneficiario. La responsabilità penale è in testa a chi a sottratto l’assegno». Le ipotesi di reato sono furto o appropriazione indebita: «l’utente deve denunciare l’accaduto, preventivamente deve chiedere all’E-distribuzione il numero dell’assegno, la banca emittente, presso quale banca risulta incassato e in che data: questi elementi vanno riportati in denuncia. Contestualmente si deve contestare ad E-distribuzione di non aver incassato l’assegno, alla banca che lo ha incassato per terzi bisogna contestare la circostanza di aver pagato un assegno non trasferibile a persona diversa rispetto all’avente diritto». Gli importi degli assegni spariti si aggirano sui 300-400 euro, finora dunque mancano all’appello rimborsi per più di tremila euro. Sul caso peraltro è in corso un’indagine.
L’Enel intanto ha contattato l’associazione «per fornire supporto nel verificare i casi specifici. L’erogazione degli indennizzi», si legge in una nota, «è avvenuta secondo la modalità scelta caso per caso dai richiedenti, bonifico o assegno. Per quest’ultima modalità, alla luce della segnalazione dell’associazione relativa ad alcuni casi anomali nel Teramano, Enel continuerà a seguire la vicenda con massima attenzione e a fornire assistenza per quanto di propria competenza, valutando anche eventuali azioni a tutela dei propri interessi e di quelli dei cittadini».
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