«Spezzate le vite di due coppie» Il dolore di amici e soccorritori

I compaesani di Giorgio, morto con il nipote Andrea nello schianto: «Amava le nostre montagne» La farmacista che ha lanciato l’allarme: «Ho visto l’auto distrutta, non dimenticherò quella scena»
PIETRACAMELA. Due coppie distrutte dopo una piacevole giornata in montagna sulla neve. Due vite spezzate, quella del 43enne Giorgio Bellachioma e di suo nipote 28enne Andrea Cecca e due vite, quelle della compagna di Giorgio e della fidanzata di Andrea che, nonostante siano miracolosamente sopravvissute, non saranno più le stesse. Due comunità addolorate: quella di Poggio Umbricchio, frazione di Crognaleto, dove Giorgio viveva con la compagna e si era trasferito da qualche anno da Villanova nel Lazio per riabbracciare la montagna che tanto amava, e quella di Villanova, dove risiedeva Andrea che con la fidanzata e la nonna era arrivato nel Teramano per un weekend con lo zio. Una giornata ai Prati di Tivo in allegria, come raccontano alcuni testimoni, che si è fermata nel tornante della provinciale 43 poco dopo Intermesoli dove la Jeep Renegade guidata da Giorgio ha fatto un volo di oltre 50 metri, sbalanzando fuori le donne che sono riuscite a salvarsi e intrappolando lui e il nipote.
Il dolore dei compaesani
«Ricordiamo Giorgio sin da piccolo quando tornava con la mamma che è originaria di Poggio Umbricchio», raccontano i pochi residenti del piccolo borgo, «da quando si era trasferito con Cristina era diventato un punto di riferimento in paese, sempre pronto ad aiutare tutti soprattutto gli anziani. Amava la montagna, andava a tartufi e spesso lo incontravamo a passeggiare con Cristina e i due cagnolini», proseguono. «si fermava a chiacchierare, era felice qui e quella felicità la sprigionavano i suoi occhi». Andrea Cecca che è il figlio della sorella di Bellachioma viveva a Villanova, ma era molto legato allo zio che veniva a trovare spesso. Qualche anno fa un incidente in scooter lo aveva costretto in carrozzina. «Anche Andrea ricordiamo con grande affetto e siamo davvero provati. Dopo la scomparsa di Mattia Marinelli nella nevicata eccezionale del 2017 altri due giovani lasciano la nostra comunità e la cosa ci addolora profondamente», concludono i compaesani, «ci stringiamo al dolore delle famiglie alle quali esprimiamo vicinanza».
I testimoni dello schianto
Lo stesso dolore di Poggio Umbricchio avvolge Pietracamela, da dove vari residenti sono accorsi sul luogo dell’incidente per portare aiuto. Chi difficilmente dimenticherà quella scena è una farmacista, G.E., che con un giovane teramano si è trovata a passare sul posto e ha allertato i soccorsi. «Stavo tornando a casa, la strada era completamente libera e dopo Intermesoli mi sono trovata di fronte una scena che mai avrei immaginato», racconta con gli occhi pieni di lacrime, «io e l'altro conducente ci siamo fermati: all’inizio la macchina incidentata mi è sembrata un’utilitaria e non una Jeep, tanto era distrutta, e che stesse salendo a Pietracamela. Ci siamo messi a piangere, urlare, ci siamo abbracciati e ci ha colpiti il grande silenzio nella notte: da una parte mi ha fatto pensare che se nessuno chiedeva aiuto non era un buon segno, ma dall’altro ha alimentato la speranza che i feriti erano già stati soccorsi». Un sospiro per prendere coraggio e prosegue: «Abbiamo allertato i soccorsi e solo dopo abbiamo iniziato a sentire le urla disperate di una donna, ma non sapevamo dove fosse e ci chiedevamo se fosse stata coinvolta un’altra vettura. Mai avremmo pensato a una dinamica simile. Da mamma subito ho pensato ai ragazzi e alle loro madri e mi sono disperata». Restano da fissare i funerali delle vittime. Dal magistrato di turno nella serata di ieri non era ancora arrivato il nulla osta che seguirà gli accertamenti affidati al medico legale.
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