Spiagge agli hotel chiusi, è giallo ad Alba
ALBA ADRIATICA. Attendono risposte politiche esaustive, i consiglieri di opposizione di “Città Attiva”, relativamente ai tratti di spiaggia libera affidati in gestione ai titolari degli alberghi dal...
ALBA ADRIATICA. Attendono risposte politiche esaustive, i consiglieri di opposizione di “Città Attiva”, relativamente ai tratti di spiaggia libera affidati in gestione ai titolari degli alberghi dal Comune di Alba. Giuliano De Berardinis e Gianfranco Marconi premettono di essere d’accordo nell’aver offerto la possibilità alle strutture ricettive (non titolari di concessione) di gestire parti di spiaggia libera a favore della clientela, e di essere consapevoli che la procedura abbia seguito la logica giuridica e, quindi, sia legale. Ma è politico il riscontro negativo. E spiegano perché. «Due strutture alberghiere risultano chiuse, eppure nei tratti di arenile affidati ci sono ombreggio, attrezzature e bagnanti. In un caso, addirittura, l’area è servita di doccia che non dovrebbe esserci stando alla legge. La norma dice che, per beneficiare dell’affidamento della spiaggia, la partita Iva della struttura alberghiera deve essere attiva e non che l’albergo sia aperto», affermano De Berardinis e Marconi, «per cui è tutto legale. Ci saremmo aspettati, però, una presa di posizione dell’amministrazione comunale, se non altro per questioni di opportunità, relativamente alla mancata apertura degli hotel la cui spiaggia però è ombreggiata, attrezzata e frequentata». La domanda che i consiglieri si pongono è se siano i titolari degli hotel a gestire la spiaggia, oppure se siano soggetti terzi. E ancora, come può esserci una doccia con acqua quando la legge lo vieta? E dove prendono l’acqua?
Gabriele Viviani, altro consigliere di opposizione, torna a sottolineare come solo il 20 per cento del litorale albense sia rimasto libero, comprese le cavate. Un limite che priva, secondo lui, del diritto all’ombreggio libero. (a.d.p.)
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