Spiagge libere nell’incuria: erbacce e rifiuti da togliere

In ritardo la pulizia dell’arenile. Marcone: a breve interverrà Diodoro Ecologia Proteste anche per le aree verdi. FdI: «Parco Savini è un immondezzaio»
ROSETO . Tubi rotti e abbandonati, erba sulla sabbia e aiuole secche. È questa la situazione attuale del lungomare nord nei pressi dell’ex Hotel Mion e del lungomare sud, dal Palazzo del Mare in giù, quando ormai l’estate è iniziata e i turisti già affollano le spiagge. I tratti di arenile libero lungo la costa rosetana sono pochi, ma al momento non sono state ancora puliti. L'amministrazione fa sapere che la pulizia delle spiagge libere è un servizio che, con il nuovo bando, spetta alla ditta Diodoro Ecologia, e che a giorni partirà da Cologna Spiaggia. «Entro la prossima settimana saranno pulite anche quelle di Roseto», precisa il vicesindaco Angelo Marcone, «è importante garantire il decoro delle spiagge libere per permettere ai turisti che non scelgono lo stabilimento di usufruirne». Ma i tubi rotti dovrebbero essere rimossi, così come sul lungomare sud l’erba secca dovrebbe essere tagliata.
L'amministrazione ha esternalizzato il servizio di manutenzione e alcune cose sono state fatte a Roseto e nelle frazioni, ma molte altre sono ancora da fare. Il tempo stringe e l’estate ormai è iniziata. Oltre alle criticità sul litorale, anche nei parchi cittadini la situazione non è idilliaca. Francesco Di Giuseppe, consigliere di opposizione di Fratelli d’Italia, ha raccolto le lamentele di cittadini e turisti in merito al degrado del parco Savini e alla mancanza di luce nella pineta Celommi nei giorni scorsi. «Ancora un volta i proclami dell’amministrazione Nugnes cozzano con la realtà», afferma Di Giuseppe, «una costante che rimane invariata con il governo del centrosinistra a guida della città è la sporcizia, al centro così come in periferia. La pineta Celommi ad esempio, domenica sera, si presentava allo scuro, ma anche parte del centro città, ovvero via Lago di Nemi, un tratto di via Colombo e altre vie limitrofe». La situazione più critica però, che va avanti ormai da diversi mesi, è quella del parco Savini dove la fontana è senz’acqua e, nel giardino, ci sono segnali a terra e potature non raccolte.
«La pineta Savini è un immondezzaio a cielo aperto», commenta Di Giuseppe, «ma questo è soltanto un esempio tra mille. La giunta Nugnes e gli assessori iniziassero a frequentare di più la città oltre ai salotti nei quali li vediamo spesso ritratti». Nella precedente amministrazione l’ex assessore Nicola Petrini, oggi consigliere di opposizione, cercò di riattivare la fontana all’interno del parco e per un periodo l’acqua c’è stata, ma poi si è verificata una rottura all’interno della vasca e la fontana è rimasta vuota. Spesso, purtroppo, alcuni incivili lasciano delle bottiglie e altri rifiuti all’interno della fontana, e gli operai comunali sono costretti a pulire. È stato anche divelto un secchio della spazzatura nel lato est del parco e un segnale con divieti è a terra da mesi all’entrata della pineta sulla statale 16. L’asfalto all’interno del parco è sconnesso da anni ormai, e mai nessuna amministrazione ha provveduto a sistemarlo. Eppure la pineta anche d’inverno è frequentata dagli studenti del liceo Saffo e da tanti cittadini, otre che nella stagione estiva quando diversi turisti usufruiscono del parco e del suo sottopasso.
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