Spiaggia, ambientalisti all’attacco «Stop alle nuove concessioni»

23 Febbraio 2022

Tre associazioni minacciano ricorsi e diffidano il Comune dall’attuare il piano appena approvato «Prevede due stabilimenti in aree dunali dove nidifica il fratino, così si violano le norme di tutela»

MARTINSICURO. Le associazioni Mountain Wilderness, Lega italiana protezione uccelli e Stazione ornitologica abruzzese hanno diffidato il Comune di Martinsicuro a mettere in pratica il nuovo Piano demaniale marittimo, appena approvato, che prevederebbe due nuove concessioni in aree dunali con vegetazione protetta e in siti di nidificazione dell’uccello fratino. La richiesta delle associazioni ambientaliste al Comune è quella di agire in auto-tutela in quanto, a loro parere, sarebbe accaduto un fatto estremamente grave: alle circostanziate osservazioni inviate per tempo da Mountain Wilderness circa la presenza di ambiti dunali e vegetazione protetta, il tecnico incaricato della pianificazione dell’arenile avrebbe risposto che nelle aree oggetto di concessione demaniale non sono presenti dune. Il consiglio comunale ha quindi respinto l’osservazione volta a scongiurare il rilascio delle nuove concessioni.
«Basta fare un sopralluogo», fanno sapere gli ambientalisti in una nota, «o osservare video e fotografie delle due aree per rilevare la presenza inequivocabile di dune con la relativa vegetazione spontanea. Sono presenti diverse specie proprie degli ambienti sabbiosi come, tra gli altri, il ginestrino delle spiagge e l’erba medica marina. Inoltre le due nuove concessioni sono siti di riproduzione del raro uccello fratino. Il Comune stesso, nell’analisi della situazione, ha affermato che la specie è in drastico decremento numerico, poi però agisce per distruggere le poche aree di nidificazione rimaste».
Le associazioni ricordano che la biodiversità costiera, ovvero gli ultimi tratti con dune rimasti sul litorale abruzzese, è strettamente tutelata da norme comunitarie e regionali, e rilevano che il Comune di Martinsicuro «va nella direzione esattamente opposta, rinnegando anche quanto stabilito dal proprio statuto comunale». Le associazioni, qualora il Comune non attuerà l’autotutela, valuteranno anche di ricorrere contro l’approvazione del piano spiaggia.
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