Spiaggia nuova cancellata Il sindaco: ora le scogliere

13 Agosto 2022

Alba, l’opera di ripascimento artificiale ha resistito solo per qualche giorno Casciotti: «Operatori sempre più sconsolati, ci vogliono interventi strutturali»

ALBA ADRIATICA. La speranza di una stagione con la spiaggia nuova nella zona nord di Alba Adriatica si è infranta contro il mare che ha cancellato il maxi progetto di ingegneria marittima, meglio conosciuto come spiaggia di alimentazione.
Il ripascimento artificiale non ha retto che qualche giorno a giugno. Poi, via via, il mare ha ingoiato metri cubi su metri cubi di sabbia anziché conservare quella livellata. Non solo, poco alla volta, secondo il progetto, il rilascio controllato di sedimenti sabbiosi avrebbe dovuto conservare il lavoro fatto dalla draga e dalle ruspe. Alla fine, invece, a guardare il risultato, la sabbia raschiata dai fondali al largo di Alba Adriatica è tornata al mare. La domanda che il sindaco di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti e gli operatori turistici si fanno è la seguente: che succederà ora, all’arenile, durante l’inverno? In che condizioni si ripartirà nel 2023? Scoramento e sconcerto sono palpabili e sembra chiaro a tutti il fallimento del progetto regionale.
Per il sindaco Casciotti, la priorità resta un intervento strutturale non più rinviabile. E, per strutturale, s’intendono le scogliere. «Ad ogni minima perturbazione, la spiaggia arretra e quella ricostituita scompare per cui occorre rimuovere file di ombrelloni», dice il primo cittadino, «ad ogni minima perturbazione il gradone si erode ed aumenta lo stato di insicurezza, gli operatori ormai sconsolati di trovare risposte che non vengono date dagli organi competenti. Ad ogni minima perturbazione, i pennelli si scoprono per cui mi chiedo quale sarà il destino del nostro litorale. Alba Adriatica non merita questo e combatterò finchè avrò forza».
Una battaglia in solitudine, quella della Casciotti. Già perché, se si eccettua la voce isolata di qualche operatore, le sigle del comparto turistico non hanno alzato il tono di voce. Neppure l’amministrazione ha fatto la voce grossa più di tanto. L’opinione pubblica ha prevalentemente assistito alle schermaglie politiche fra chi c’era prima alla Regione e chi oggi, in un reciproco scambio di accuse. C’è la sensazione, in molti, che per non offendere nessuno e per non toccare la suscettibilità politica si preferisca il silenzio alla protesta. Intanto, tutti aspettano di leggere la relazione del collaudo dell’opera e confrontarla con quanto previsto dal progetto.
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