Sporcizia e degrado, il Comune ordina la rimozione del chiosco

11 Settembre 2024

TERAMO. Sporcizia e rifiuti, guano di piccione, cavi scoperti e logori, apparecchiature elettriche rotte e in disuso, pessime condizioni igieniche e sanitarie. Uno spaccato di degrado in pieno centro...

TERAMO. Sporcizia e rifiuti, guano di piccione, cavi scoperti e logori, apparecchiature elettriche rotte e in disuso, pessime condizioni igieniche e sanitarie. Uno spaccato di degrado in pieno centro che ora, dopo il sopralluogo di Asl e Comune ed ordinanze ad hoc, vedrà la parola “fine”. Dovrà infatti essere rimosso il vecchio chiosco di piazza Garibaldi, all'angolo col viale dei Tigli, noto come “Spuntì”.
Il gazebo metallico da decenni si trova lì ed è stato a lungo un punto di riferimento per chi volesse, specie nelle ore notturne, mangiare un panino e bere una bibita. Nel tempo la situazione però è peggiorata in termini igienici e di cura: manutenzione assente, rifiuti di ogni genere nei dintorni, deterioramento della struttura e sporcizia dentro e fuori dal chiosco. Lo scorso 14 agosto nell'area è stata eseguita un'operazione di controllo e bonifica che ha riguardato l'intero slargo che fra viale Mazzini e viale Crucioli guarda su piazza Garibaldi ed ospita piccole attività di somministrazione di alimenti chiuse o che osservavano, come "Spuntì", aperture a singhiozzo. L'intervento aveva visto in campo il Comune, la Teramo Ambiente, il vigile ecologico Vincenzo Calvarese, la Asl, la polizia locale e la questura impegnati a svolgere sia verifiche amministrative che azioni di rimozione di materiale abusivo, come ombrelloni, tavoli e sedie. L'operazione pre-ferragostana aveva interessato anche l'adiacente sottopasso, divenuto bivacco per senza tetto, dove erano stati trovati materassi e rifiuti di ogni genere. I controlli svolti dalla Asl e dall'ufficio ambiente del Comune avevano rilevato inoltre la grave condizione igienico sanitaria del chiosco “Spuntì”: dopo gli accertamenti sono così scattati i verbali e le contestazioni, culminate nell'emissione di un'ordinanza comunale che impone al titolare della struttura di rimuoverla entro 15 giorni. In caso di inadempienza, interverrà l'ufficio ambiente che tramite l'assessora Graziella Cordone e il vigile ecologico Calvarese ha avviato da diverse settimane una più intensa attività di controllo e monitoraggio delle situazioni di degrado in punti sensibili della città. (v.m.)
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